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Concetto di food di lusso: basandomi sulle adesioni al forum di Gambero rosso, ho potuto notare come gli utenti si dividano su due frangenti opposti in quanto c’è una mescolanza di ceti: gli appartenenti al ceto medio-benestante considerano il lusso come qualcosa di costoso e non necessariamente buono al gusto, e non credono alla democratizzazione del lusso; gli appartenenti al ceto alto lo considerano come un concetto a tutto tondo in cui includere non solo il consumare con piacere qualcosa di pregiato (che richiede impegno umano prima di arrivare sulla tavola), ma anche in un posto che piace prendendo il tempo che si vuole, quindi mettono in primo piano il tempo libero, anche come strumento per conoscere, cercare e scegliere e se necessario cucinare il prodotto cercato.
Il food di lusso viene ancora identificato con quei cibi ricercati e d’èlite quali caviale, tartufo bianco e nero, crostacei e molluschi pregiati, pesci e carni nobili, selvaggina, mousse, salse elaborate, noci, formaggi,…, ma si orienta anche verso gusti più tradizionali pasta fatta in casa, minestrone, piatti tipici regionali, pane e salumi, fritti,… Perciò la buona cucina viene identificata in un connubio tra cucina elaborata e naturale; deve inoltre corrispondere ad una sintesi tra bellezza visiva e gustativa (non solo mise in place o decoro).
Al giorno d’oggi anche la location assume un ruolo attivo nella valutazione di un ristorante, pertanto bisogna considerare elementi come gli abbinamenti di colore degli interni, le luci, l’acustica, la comodità di tavoli e sedie, la fattura delle stoviglie, le composizioni floreali, il design, il look del personale, l’accessibilità dei bagni,…
Da non dimenticare in ogni caso la creatività dello chef, in quanto la ristorazione viene considerata un’espressione di seduzione, di stato d’animo, di pensieri.
La filosofia “Wellness Gourmet” parla di una sana passione per il cibo finalizzata alla ricerca di un benessere duraturo. Enumera anche dei principi da rispettare: la salute e la qualità degli alimenti, in quanto salubrità identificata con genuinità e naturalità degli ingredienti (non necessariamente utilizzo di cibi biologici in cucina); il rapporto cibo/sensi, in quanto non solo è importante educare ed evolvere il gusto, ma anche provocare delle emozioni “mangiando con la testa”, conoscendo quindi la storia, la cultura e la tecnologia nella lavorazione di un cibo; la qualità della cucina riscontrabile nella qualità delle materie prime, nell’abilità dello chef, nell’abbinamento degli ingredienti. Sottolinea inoltre che la cucina tradizionale non sempre soddisfa le esigenze nutrizionali moderne e se seguita costantemente porta al sovrappeso, pertanto è buona cosa cercare delle alternative.
Target di riferimento: in base alle adesioni al forum di Altissimo ceto, ho potuto riscontrare che gli utenti in genere sono “thirty and over” e qualcuno ama definirsi anche “happy fews”, ovvero uno dei pochi ma buoni che si possono permettere di preferire l’avere all’essere e l’apparire alla sostanza. Tuttavia, chi ha dato questa definizione è stato generalmente brutalmente attaccato dagli altri utenti, in quanto il concetto di food di lusso ormai si è staccato dal concetto di costoso, ma si identifica con piatti di classe ben presentati in una cucina professionale e con una certa costante di soddisfazione, pertanto la questione si pone sui gusti, le abitudini e gli stili di vita, che di certo devono essere comunque di un determinato calibro dal momento che anche il conto gratifica, senza contare che i prezzi dei ristoranti creano delle aspettative nel cliente che vuole vivere una data esperienza (in genere si parla di “ristorante di lusso” quando si spende dai 100-150€ a testa in su).
Da tenere infine in conto che la democratizzazione del lusso ha portato alcuni cambiamenti anche nell’ambito della ristorazione: per le festività di Natale ad esempio la maggior parte degli utenti si è espresso favorevole a rimanere a casa senza tuttavia rinunciare al food di lusso, inoltre ormai anche al ristorante non è più richiesto necessariamente un abbigliamento elegante.
Nuove tendenze e strategie comunicative:
- Dati i velocissimi ritmi di vita moderni, è impensabile non considerare di adattare l’esperienza nutrizionale e gustativa a questi, pertanto si espande la nuova moda di mangiare bene anche in volo. Parlando di food di lusso questo tipo di servizio non è accordato dalle compagnie low-cost, ma dalle compagnie aeree di maggior spicco e specialmente dalle prime classi: è possibile consultare un menù nel quale vengono descritti diversi piatti anche corredati da foto e prezzi, dove è possibile inoltre trovare una votazione dei consumatori (con voto da 1 a 10) dei piatti descritti e un giudizio complessivo sul servizio.
- Anche la cucina, in quanto atto del cucinare, segue la moda degli spostamenti, pertanto una novità di questi ultimi anni è la scuola di cucina in crociera: gli aspiranti cuochi hanno la possibilità di imparare nuove tecniche e allo stesso tempo divertirsi con escursioni gastronomiche a terra, spese in mercati esotici, sperimentazione di ricette tipiche delle terre visitate, e ancora dimostrazioni e sfide grazie alla presenza di palcoscenici e proiettori.
- Oggigiorno è di tendenza anche il brand, ovvero la firma di personaggi famosi nel mondo della moda (genericamente stilisti) per articoli di lusso quali cioccolatini, caviale, panettoni,..., combinati anche con carati d’oro commestibili, o addirittura diete proposte da personaggi di tendenza come lo stilista Karl Lagerfeld, che propone un libro in cui è illustrata una dieta che permette di dimagrire senza rinunciare al piacere del gusto e della vista (composizioni culinarie che si ispirano al design). Ma il brand è anche la firma dello chef, in quanto oggi (da circa 25 anni) lo chef si propone come volto noto e spesso e volentieri anche come show-man, che non solo con la sua filosofia culinaria, professionalità e creatività “firma” i locali rendendoli attrattivi (d’altra parte il menù degustazione è sempre stato il marchio dello chef), ma si concede anche creazioni vendibili con i nuovi media, come l’asta indetta su e-bay per la pizze più costose rappresentanti alcuni volti noti dello spettacolo, le sculture vegetali e le creazioni originali come le scarpe di cioccolata o i cioccolatini di Halloween. La fusione tra il mondo del gusto e il mondo della moda è riscontrabile anche nel mondo della moda, come mostra la borsetta che reinterpreta il barattolo di Nutella.
- Nonostante la cucina moderna cerchi di orientarsi sempre più verso il salutare, non mancano le sperimentazioni: un esempio è la cucina fusion, che combina la cucina mediterranea con quella giapponese. Altro tipo di sperimentazione è l’improvvisazione: GELINAZ! (il cui nome deriva dalla rock band virtuale Gorillaz) è un movimento rock-gastronomico in polemica con il copyright sui piatti: cuochi itineranti interpretano ricette di grandi chef riconoscendone la paternità. Si parla in merito di avanguardia culinaria e jazz culinario.
- Dal momento che al giorno d’oggi il cliente vuole essere informato, ho riscontrato molte richieste da parte degli utenti di un blog che metta in contatto con i produttori e ne sveli anche i segreti, inoltre della possibilità di conoscere il menù della serata sul sito dei ristoranti ed eventualmente di un servizio e-mail su richiesta che invii direttamente al cliente il menù: un servizio del genere è già garantito in Germania. Sarebbe gradito inoltre (anche dagli stessi ristoratori) un blog che mettesse in contatto con i fornitori di materie prime dei ristoranti e una guida alla ristorazione per i villaggi turistici, si riscontra infatti una carenza d’informazione sul mercato vacanziero.
- Esempio tipico di linea, spesso identificata con una dieta ferrea, è la top-model; a Milano si è indetta una sfida culinaria tra modelle supportate da grandi chef, proprio per sfatare questo mito.
Locali ed eventi cool:
La parola chiave delle tenenze nell’ambito del cool-food, oltre alle “sempreverdi” come qualità, professionalità e creatività, è “spettacolarizzare”.
Questo concetto è valido tanto per il food di lusso che non: si parla anche di “nuove tendenze del disgusto”, soprattutto se si parla del “ristorante-toilette” di Tapei (Taywan) dove tutto è a tema, piatti e servizio compreso! In questo caso è il trash a fare tendenza (e non di sicuro in un locale di lusso), ma il concetto di fondo rimane la spettacolarizzazione: i piatti sono composti da pietanze comuni, ma l’originalità sta nell’architettura, il design, e nella filosofia del ristorante.
Dal momento che al giorno d’oggi il consumismo si adegua non solo alla qualità della vita, ma anche e soprattutto a “momenti di vita”, l’atto che lo esprime si consuma nel momento in cui si vuole “vivere un’esperienza” (e nel caso del food anche condividere), la spettacolarizzazione è la maggior espressione di un’esperienza. Si parla perciò di show-food.
La strategia comunicativa suggerita dagli utenti corrisponde al teatro: rendere il ristorante un teatro in cui si esibiscano grandi attori per grandi performance, ovvero chef conosciuti (magari anche attraverso apparizioni televisive) in serate a tema organizzate in un cartellone (quest’ultimo con alcune modifiche intese come “coccole” volte alla fidelizzazione).
- Dinner in the sky: tendenza nata a New York da una società di catering belga. Con una gru viene sollevato a 50 m d’altezza un tavolo di commensali (massimo 22), i quali, allacciata la cintura di sicurezza, possono godersi una cena di 8 ore (ad un costo di 7.900€ o a 15.000€ se affittata a domicilio) preparata da uno chef attento alle esigenze dei suoi clienti (soprattutto riguardo a gusti in merito di caviale e champagne).
- O2 bars: tendenza in espansione in Giappone e negli Stati Uniti (in Giappone si è diffusa anche per i cani!) secondo la quale la “terapia ad ossigeno” è il metodo migliore per dimenticare smog e stress. Questa terapia prevede sedute di 30 minuti (13€ a seduta) durante le quali si respira, attraverso mascherine, ossigeno aromatizzato, per abbandonare lo stress; l’abbandono è indotto in alcuni casi anche da poltrone massaggianti.
- Underwater dinner party: serata londinese di tendenza che prevede una cena sott’acqua in una piscina con abiti da gala a prova d’acqua. Durante la serata si cercherà di battere il record del 1991 in cui 100 persone cenarono sott’acqua, e le 100€ che i partecipanti dovranno pagare saranno devoluti in beneficenza.
- Ithaa: ristorante dell’Hilton Maldives Resort & Spa costruito a pochi metri sotto l’Oceano Indiano. Il pasto viene consumato in un tunnel sottomarino trasparente ideato da designer neozelandesi.
- Jicoo: bar galleggiante sulla baia di Tokio costruito su un’imbarcazione ultramoderna in viaggio, con luci colorate che cambiano colore di continuo. E’ soprattutto affittato per feste private.
- Crying clubs: tendenza giapponese in espansione che segue la filosofia della “tear theraphy”; consiste in “tear parties”, feste che si tengono in locali, nei quali si entra soli o in compagnia e si piange per liberarsi dallo stress (si è rivelato efficace soprattutto per gli uomini d’affari!) aiutati anche da proiezioni di film lacrimevoli. La moda delle lacrime è approdata anche in America, ove il sito http://www.cryingwhileeating.com/ mostra video di utenti che piangono mentre mangiano, e a Londra, ove le persone si danno appuntamento in un locale neogotico (Loss) dove tristezza e malinconia regnano sovrane.
- Buongiornoamore.it: agenzia romana che garantisce un servizio unico di colazione a domicilio. E’ possibile (pagando 40€) inviare a domicilio una scatola a forma di cuore contente un vassoio con cornetto, bevande solubili, marmellate, monoporzioni di cereali, etc…, e un bigliettino. Il soscritto servizio è garantito anche per bambini (per l’Epifania insieme alla colazione si riceveva una calza piena di dolci).
- Romeo Gigli Cafè e Spazio Pangea: locale romano di tendenza in cui si vuole creare un luogo d’incontro nel quale confluiranno diverse iniziative culturali (moda, design, arte, letteratura) come in una sorta di salotto. Gli eventi saranno aperti a tutta la città e coinvolgeranno illustri personaggi della scena internazionale.
- Ristorante Teatro 7: ristorante milanese di tendenza all’interno del quale si può assistere a sfilate di moda, incontri culturali e dibattiti. E’ tenuta inoltre da grandi chef una scuola di cucina, grazie alla quale ci si può anche immedesimare chef per una notte (al giorno d’oggi cucinare è ritenuto sexy e può essere un ottimo strumento di conquista per gli uomini!) con corsi anche per i più piccoli.
- Casa del Habano: lounge restaurant milanese che garantisce, oltre alla degustazione di vini e pietanze di alta qualità, la vendita di pregiati sigari cubani e accessori. E’ possibile godersi un sigaro cubano seguendo un percorso degustativo, con cucina creativa e i vini migliori, all’interno di una smoking-room, sulle note di buona musica. E’ l’ideale per serate eleganti durante le quali è possibile assistere anche a degustazioni di esperti e ad appuntamenti culturali; è inoltre presente una mostra fotografica e una serie di dipinti sulla storia dell’America centrale.
- 24: locale che segue una nuova tendenza londinese con il suo bancone interattivo, i cui sensori creano figure e luci al tocco di mani e bicchieri.
- Sosushi: la prima catena in franchising di ristoranti sushi. Nasce a Bologna e si sviluppa nei beach point in Costa Smeralda. Catena di ristoranti di lusso in un design esclusivo, ma anche take-away con consegne anche sugli yacht che attraccano la Sardegna; laboratorio artigianale, ma anche luogo dove poter assistere ad eventi creativi. Da segnalare le cene-show a domicilio da chef esperti e il programma “Lune di Sushi”, che prevede una settimana di lezioni notturne di cultura giapponese (dalla cucina tipica agli origami).
1 commento:
bella per claudia!
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