mercoledì 27 febbraio 2008

..Brava che sono!!!se non fosse per me..tutta concetti!!

La parola è composta da due termini opposti:
TEMPORARY si lega ad un concetto di temporaneo, precario, passeggero.
SHOP sta per negozio designa uno spazio stabile.
Uno spazio, quindi che possiede alcune caratteristiche formali e progettuali dei negozi però con la particolarità che dura solo per un certo periodo di tempo e poi viene disfatto..
OBIETTIVI :
Vendere prodotti di consumo;
Promuovere e spingere il consumatore all’ acquisto, grazie alle giuste strategie di comunicazione per dare un valore aggiunto alla merce esposta.
Ecco i Temporary Shop nati oltre che per vendere, per sorprendere, suscitare sensazioni e attirare un nuovo pubblico verso i marchi di moda e non solo.

Punti vendita inusuali, senza insegne e a tempo limitato.

Tutto parte con i Guerrilla store di Comme des Garcon, che nel 2004 ha aperto a Berlino un Temporary nei locali che ospitavano una libreria; con arredamento essenziale e conservazione
delle vecchie insegne.
Lo Yo-Vi (young village di coin), Milano debuttò nel maggio 2007 ed ha chiuso i battenti lo scorso 31 dicembre: marchi giovani, di tendenza e spazi per concerti e manifestazioni.
Bstripe, inaugurato in vita da novembre a dicembre2007.
Oltre all’acquisto di capi era possibile la rottamazione di vecchie felpe,
ottenendo il 20% di sconto sui nuovi acquisti.
Spazio Tokyo, sempre Milano, dove si può trovare il meglio del made in japan.
Mandarina nel 2003 , Borne a Barcellona che esprimeva già questo concetto.


Quindi il problema non è più trovare il capo…ma il Temporary Shop !

Detto anche Pop-up Store, che appare e scompare, come abbiamo letto ormai vanno di gran moda e solitamente vengono aperti in luoghi rappresentativi (zone esclusive alla moda, gallerie d’arte) per creare una sorta di evento e poi scomparire.E’ una strategia del marketing che annulla il pensiero classico e tradizionale del negoziante di fiducia.
Spersonalizzazione dei centri commerciali, non si fa in tempo a concepire che lo spazio sta già mutando.
Alcuni presentano il countdown in vetrina.
La curiosità del consumatore è indotta dalla limitatezza.
Lo Spazio è fondamentale per la riuscita del negozio.


Il caso “nivea”…

Ecco la testimonianza di chi passeggiando per le vie di Milano si è imbattuto in un Temporary Shop.
Un punto vendita fisico di un noto brand , che nasce sicuramente come iniziativa di marketing, siamo abituati a vedere campagne di adversiting della durata di pochi mesi o pochi giorni, aventi lo scopo di promuovere il lancio di un determinato prodotto o di aumentare la visibilità di un brand in momenti caldi del mercato, ora questo si applica ad un punto vendita fisico.
In vetrina il quadrante riportante la scritta: “siamo aperti ancora per 8 giorni..”
Curiosando dentro … il negozio oltre alla prova gratuita di prodotti appena lanciati sul mercato, propone una serie di servizi come taglio dei capelli, sedute, massaggi e … soprattutto aperitivi serali !!

Anche Breil punta sul temporary a Milano

Dopo Levi's e Young Village, anche BREIL sceglie la formula del temporary store per presentare la sua nuova boutique di Corso Vittorio Emanuele a Milano.
Lo stratagemma dell'apertura temporanea consentirà all'azienda di affinare, nel frattempo, il nuovo concept store il cui lancio è previsto nel 2008: prime anticipazioni si avranno dal prossimo sabato.
All'interno del pdv, i clienti troveranno diverse ambientazioni: la zona vendita sarà concentrata su tre isole con spazi relax, per una modalità di vendita più intima, due postazioni Internet permetteranno ai clienti di visitare il sito dell'azienda, un sistema di luci e faretti illuminerà tavoli e teche a parete, mentre tre preziose sculture realizzate in vetro di Murano illumineranno lo store.
La vetrina sarà resa completamente trasparente e senza barriere per dare massima visibilità rendendo, in questo modo, immediato il contatto con il pubblico.

Lo speed-shopping conquista il mondo con i temporary store .

Un modello di consumo ad alta velocità accompagna una civiltà urbana frenetica e dai minuti contati. Perso l'ultimo barlume di "slow-shopping" la lancetta tiranneggia anche le più tradizionali usanze di acquisto conviviale e perdi-tempo, basate sull'equivalenza fondamentale: acquisto=relax. Brutalmente soppiantato dagli acquisti online in risicate pause pranzo e dal così detto "temporary store", il negozio evento che appare e scompare, il consumismo "da passeggiata" diventa un lusso per pochi spreca-tempo. Lo spazio, naturalmente, riveste un ruolo fondamentale nel successo del negozio a tempo. In questo concept lo spazio utilizzato deve essere altamente caratteristico, perchè è il packaging (la confezione) e il negozio E' il prodotto. Così i temporary shop vengono aperti in gallerie d'arte, spazi abbandonati, in centri commerciali fortemente caratterizzati. Salvo poi prendere in considerazione l'ampia gamma di variazioni sul tema come ad esempio il Pop-Up store. Quest'ultima tipologia di negozio a tempo viene generalmente aperta all'improvviso senza annunciare nulla a nessuno contando solo sul tam tam sotterraneo (opportunamente indotto, ovvio). Secondo gli psicologi si innescherebbe un meccanismo di ansia per l'evento, propulsore di uno shopping "cieco" e frenetico per la caccia all'occasione, senza che in effetti ci sia un reale abbassamento dei prezzi, a volte addirittura alzati all‘ occorenza!

La cronostoria del negozio a scomparsa inizia nel 2003 in Gran Bretagna. Importato negli States questo modello di shopping occasionale ha avuto gran successo a New York, tanto che dal 14 al 17 gennaio, all'interno dell'evento Setting retail in motion, c'è stata una fiera completamente dedicata ai Pop-up store. In patria, invece, questo trend si è spostato sulla ristorazione: negli spazi di un ex birreria londinese, l'ultima moda festaiola è stata andare a cena in un locale che avrebbe chiuso subito dopo Natale. Il fenomeno è sbarcato di recente anche in Italia: a Milano, in occasione della settimana della moda, Lancôme ha aperto in via della Spiga un negozio temporaneo della durata di 2 settimane dove le clienti potevano provare gratuitamente il nuovo trattamento peeling. Levi's ha risposto aprendo all'improvviso e per pochi giorni, in corso Vittorio Emanuele, uno spazio di 250 metriquadri.

Nessun commento: