(...Risultati del mio sbarellamento di oggi...)
Bene, direi che ci siamo fatti tutti un’idea su cosa sia e come funzioni un temporary shop.
A questo punto forse dobbiamo individuare una serie di step operativi, per portare avanti il nostro progetto, al di là della divisione dei compiti o delle ricerche teoriche di ciascuno.
Secondo me i passi fondamentali sono:
1. Individuare i nostri interlocutori e come comunicare con loro
2. Decidere le linee guida di ogni aspetto del progetto. Allestimento, comunicazione, ricerca fondi, sponsor o quant’altro… ma nei dettagli.
3. Il nome è vero è fondamentale. Che ne dite di sbarellare tutti intorno a un tavolo (come dice Dalboni :-)) lunedì quando ci vediamo e proporre ciascuno una sua idea, per poi avere qualcosa su cui decidere? Io un nome l’ho pensato, e di sicuro anche voi…. Allora portiamo in tre parole le nostre idee e qualche immagine, così potremo, se riusciremo a selezionare il nome, iniziare almeno a pensare al nostro successivo guerrilla marketing, e a tutto ciò che è legato al logo e agli aspetti visivi del progetto.
Il punto 1 secondo me è fondamentale per i seguenti motivi:
- La comunicazione o anche solo la stesura del progetto non è fine a se stessa: si rivolgerà da un lato agli artisti emergenti cui vogliamo dare voce con il nostro progetto (e quindi dovremo scegliere una serie di azioni che ci permettano di entrare realmente a contatto con loro: ad esempio un “volantino”, che potrà essere on-line e cartaceo, descrittivo del nostro gruppo e del progetto che sia chiaro, immediatamente comunicativo, e che renda realmente possibile la conoscenza reciproca) dall’altro ai media, con i quali potremo comunicare grazie al nostro piccolo Ufficio stampa: e-mail e telefonate. Ma a chi????? Dobbiamo secondo me iniziare subito a creare un indirizzario, sia reperendo informazioni su internet, laddove è possibile, sia copiando ciò che ci interessa dai colophon dei giornali ai quali poi vorremo proporre la notizia. Questo sembra un lavoro da nulla, ma non è così scontato: se siete d’accordo ci possiamo accordare per portare avanti ciascuno nel suo piccolo la raccolta di indirizzi(mail e telefono), usando un file di excel comune che poi potremo unire (risparmiando così un bel po’ di fatica che secondo me non può ricadere su singoli).
La nostra notizia deve raggiungere i referenti giusti all’interno del cosmo di un giornale, quindi è utile prendere direttamente l’indirizzo del referente arte o cultura etc… scartando a priori gli altri.
- La stesura di un volantino (o come poi lo chiameremo) secondo me deve essere iniziata al più presto: dobbiamo pensare ai nostri interlocutori. Chi siamo, perché stiamo facendo questa operazione, qual è il nostro “status”, qual è la mission, come ci possono trovare, etc…. Se da un lato sviluppiamo l’idea nel complesso e nei dettagli, dall’altro dobbiamo anche preparare qualcosa di schematico e di rapida lettura che dia risposte a tutte le possibili domande. Le due cose sono comunque strettamente legate l’una all’altra.
- Avendo chiaro il concetto del temporary shop, cominciamo a buttare giù le nostre idee: abbiamo parlato del dove farlo (a prescindere che la cosa poi si realizzi o meno), dell’idea di allestirlo con materiali ready made (come faceva Duchamp….:-)!!!). Come pensiamo di mettere in atto tutto questo in senso concreto?
Per quanto riguarda il punto 2 vorrei dire il mio parere personale.
Secondo me il lavoro di ciascuno deve essere di pronto utilizzo per gli altri: se abbiamo un’idea o un’ispirazione riassumiamola in una o due frasi (o comunque in qualcosa di chiaro e conciso) e magari aggiungiamo un’immagine o qualsiasi altra cosa che la spieghi ulteriormente. Il rimando a un articolo è ancora più efficace se è stato prima spiegato con una semplice frase (parlo pensando alla mia esperienza in ufficio stampa…). Altrimenti riuscire a confrontare le ricerche di tutti diventa a mio avviso un lavoro lunghissimo, e perdiamo di vista il filo conduttore.
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