venerdì 1 febbraio 2008

LA TEORIA DELLA CREATIVITA'



Perché nell’immaginario collettivo il creativo è tendenzialmente uno che non ha voglia di fare nulla -di concreto-, nel migliore dei casi un cannaiolo, poltrisce con sguardo assente in attesa dell’ispirazione. Che puntualmente lo colpisce, come un fulmine a ciel sereno, calando dall’alto, nei momenti meno opportuni. Facendolo, per esempio, uscire dal bagno con ancora i pantaloni alle caviglie, in stato di esaltazione, gridando cose come: “eureka, io ho visto la luce”.

Chiediamoci perchè nell’immaginario comune il creativo è necessariamente un inconcludente pazzoide???La ragione è semplice, banale, lineare. Un creativo è colui che mette principalmente in atto la creatività, e nel nostro immaginario collettivo tale concetto è bizzarramente erroneo. Quando si parla di creatività siamo tutti molto creativi. Ovviamente, non essendo un paradigma matematico, non può esistere una definizione univoca ed universale, ma molti preconcetti insiti nel nostro bagaglio culturale sono dei pericolosi falsi miti.

Creatività non vuol dire creare dal nulla. Passare dallo stato di zero a quello di uno attraverso una sorta di mistica ispirazione. La creatività è moltiplicare i punti di vista, analizzare in modo originale gli elementi a disposizione, e soprattutto formulare connessioni e relazioni inedite fra le cose.

Per avvalorare la nostra tesi possiamo proporre gli esempi del cuoco e del musicista. Entrambi possono essere creativi, proporre inedite portate e musiche. Entrambi hanno a disposizione un insieme finito di elementi, gli ingredienti e le note, e la loro maestria è data dalla capacità di gestire e relazionare questi due universi preesistenti.

CI SONO CINQUE TRUCCHI PER ESSERE UN CREATIVO:
Il primo trucco del bravo creativo è accumulare ingredienti.
Il bravo creativo deve essere curioso, divorare notizie, concetti, libri filosofici e letteratura spicciola. Appuntare, schizzare, conservare idee, riflessioni, spunti. Riempire la propria dispensa di cose alle quali attingere.

Il secondo trucco del bravo creativo è chiedere/capire la ricetta.
Il bravo creativo è quella persona che, per carpire com’erano fatti, da piccolo smontava i propri giocattoli. Se avete da tempo superato questa fase non mettetevi a distruggere i balocchi dei vostri figliuoli. Però quando vedete qualcosa che vi piace, che pensate funzioni, non limitatevi a registrare il fatto che vi piace. Il bravo creativo destruttura, scompone, analizza le relazioni tra gli elementi. Capisce che è attratto da qualcosa perché contiene determinati elementi e combinazioni, e li immagazzina gelosamente nella dispensa del punto uno.

Il terzo trucco del bravo creativo è apprezzare formaggio e pere.
Il bravo creativo non confina la frutta e i latticini in due aree separate. Egli associa, sperimenta, guarda oltre il senso comune e propone abbinamenti inediti. Ovviamente, come una nuova ricetta deve essere gustosa e digeribile, così le scelte del creativo debbono essere coerenti e positive in relazione agli obiettivi prefissati.

Il quarto trucco del bravo creativo è l’ingrediente segreto.
Il bravo creativo è maniacale, pignolo, perfezionista. Quando cucina un’idea cura con infinita attenzione ogni particolare, procedimento, aggiunge sapientemente il proprio ingrediente segreto. Quel tocco che magari nessuno noterà ma che dona al piatto quella sua essenza di unicità

Il quinto trucco del bravo creativo è conoscere le basi della cucina
Il bravo creativo è sorretto da una buona base nei fondamentali. Prepara la besciamella, la salsa, il soffritto, il brodo a memoria. Fuor di metafora, il bravo creativo conosce le regole del linguaggio nel quale opera.

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