venerdì 20 giugno 2008

Per distrarsi un pò.... da stage e pc.....

Ciao ragazzi... in risposta all'ultimo di Claudia volevo dedicarvi un altro giochino apofenico..............
Rilassante per chi non ne ha abbastanza di stare davanti al pc tutto il giorno.....
Ps... ma il lavoro che abbiamo fatto in extremis il giorno dell'ultimo rientro che fine ha fatto???
Un bacione Ire e sentiamoci prima degli esami ;-)

http://www.miniclip.com/games/gateway/it/

lunedì 16 giugno 2008



allora ragà...
al comune ho presentato il progetto che aveva preparato claudia...e mi hanno detto semplicemente, che per realizzarlo ci daranno i contatti giusti: persone/uffici da interpellare.
Ma ho capito che dovrò pressare, perchè non ho avuto ancora risposte....Io sono incasinatissima, ma credo che non ci manchi molto per chiudere sto benedetto progetto!
Secondo me visto che il primo progetto redatto da claudia è fatto veramente bene, dobbiamo solo adattarlo al temporary di dario e paola, che ne dite?
Invece di affidarci al Comune, lo trasformiamo, considerando lo spazio delle gru, come se fosse nostro e basiamo tutto su quello.
Una volta mdificato il testo, aggiungiamo le nostre APPENDICI, tipo dettagli tecnici per la realizzazione e contatti vari, copiati e incollati dal Web.
Ok?
poi non ho capito...dalla mail di dario...daniele cosa dovrebbe fare?
Il mio num è sempre quello...quando volete, ci bekkiamo, anche di settmana, n'ape al volo...!
Ah ! dimenticavo...quel tentativo di logo lo feci tempo fa...se non vi fa tano skifo...lo adottiamo!
un bacio a tutti...
Soprattutto ad eleonora and family!

giovedì 5 giugno 2008

Apofenia

Allora baldi giovani e giovane!
Venerdì ho un appuntamento al comune di Torino....non sò bene per cosa, ma accompagnerò la Monacelli.
Lei mi ha detto di portare il progetto o qualcosa del genere , una bozza, per chiedere consiglio a sta tipa che si occupa di queste cose.
Ora la mia domanda è...abbiamo qualcosa di scritto?
Ricordo che Claudia, aveva buttato giù qualcosa del genere a mò di progetto serio!
Che ne dite? Lo famo sto tentativo?
Fateme sapè!!

lunedì 19 maggio 2008

ciao a tutti!

Ciao ragazzi!
Come procedono i vostri stages? state imparando a fare i cool hunter?
Io tra una poppata e l'altra ( Arianna supera i 5 kg) sto cercando di capirci qualcosa presso l'agenzia dove sono in stage, ma per ora si procede a rilento perchè sono sempre molto indaffarati, per fine mese dovremmo cominciare una ricerca di tendenze per quel che riguarda il food, interessante!

un bacio a tutti
Ele

giovedì 15 maggio 2008

cari ragazzi...

Cari ragazzi...
spero tutto bene!
da oggi siete tutti amministratori...Ho scoperto come si fa!!
potete aggiungere contatti, gestire i post...insomma siete autonomi!
Vi diko per il progetto che nonso cosa riuscirò a fare...
c'è Federica che voleva essere contattata e che vuole partecipare al progetto!
Al momento non ho il cell...mi si è spaccato sabato!
Comunque cercherò di fare il possibile e vi invierò tutto tramite mail!
Un saluto a tutti...
bella !

obiettivo: progetto finale

Ciao a tutti!!!

Abbiamo nuovamente preso delle decisioni sul progetto finale.
Rileggete il post DECISIONI perchè è stato modificato.

Il prossimo incontro all'Euroqualità è fissato per il 13 giugno,
quindi per quel giorno dobbiamo già avere pronti LOGO, CONTATTI e una descrizione del lavoro fatto.
Durante l'orario della Graziano ne parleremo e lo porteremo a conclusione in aula computer...
e bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!

Vedete di esserci tutti o vi vengo a prendere a casa e vi spacco la testa!! ;)

ps. Cerchiamo di sentirci via e-mail per coordinare il lavoro, almeno all'interno dei sottogruppi...

pps. Simona aggiungi la Graziano al blog.

giovedì 24 aprile 2008

progetto

ciao a tutti eccomi tornata a casa per il ponte del 25..così approfitterò a lavorare sul progetto solo che ho letto il post "comunicazioni" e non compaio nell'area comunicazione ricerca internet mailing list insieme alla IRENE quindi non so se ho ancora la mansione di freelance milanese ..;)!buono stage a tutti! LUIGIA

giovedì 17 aprile 2008

decisioni

COMUNICAZIONE

Stampa--> Ire e Luigia (contatti/tel/mail)
Radio e TV--> cLa
Internet--> Simo e Dario

Realizzazione su: blog http://www.mstasulcool.blogspot.com/ e myspace (fittizio)

FORNITURE

Location fittizia (Via Crea 10 Le Gru ---> temporary store bikini fucsia)

40 m di locale e 10 m di magazzino

Illuminazione di base presente

Arredamento: Daniele e Andrea

Catering: Eleonora

Preventivo costi: Dario e Paola

SELEZIONE TALENTI

Milly, Alessia, Paola, Eleonora, Daniele

Reperire contatti:

Designer: Daniele

Stilisti: Milly, Alessia e Eleonora

Contatti in zone culturalmente interessanti: Paola

INTRATTENIMENTO

Dario: SIAE e Sound System

Simona e Alessia: performance hip-hop, capoeira, tango, ...

Andrea: intrattenimento vario

Claudia: dj e band

OGGETTI DA ESPORRE: gadget apofenia ?

mercoledì 2 aprile 2008

Work in progress

Ciao a tutti!!!
Nella lezione di lunedi sono stati decisi i ruoli e i relativi compiti che i componenti del gruppo avranno nel progetto APOFENIA. Per gli assenti ecco un breve riassunto.

Gruppo Comunicazione:
Simona
Claudia
Irene
Luigia
Federica

I componenti del gruppo si dovranno occupare di:
  1. realizzare un logo per il progetto
  2. creare un myspace
  3. creare un volantino
  4. reperire i contatti e creare un piccolo database
  5. realizzare un "video flyer"
  6. fare promozione diretta
  7. fare un comunicato stampa
  8. diffondere l'evento via radio



Gruppo Forniture:
Andrea
Daniele
Dario
Eleonora

I componenti del gruppo si dovranno occupare di:
  1. misurare lo spazio e disegnare una pianta della location
  2. informarsi sulle norme di sicurezza
  3. reperire il necessario per l'illuminazione
  4. progettare l'arredamento
  5. catering



Gruppo Intrattenimento:
Dario
Andrea
Alessia
Simona

I componenti del gruppo si dovranno occupare di:
  1. realizzare il sound system
  2. cercare musicisti e dj
  3. realizzare le video proiezioni
  4. contattare persone per le performance di danza



Gruppo Selezione talenti:

Alessia
Milly
Eleonora
Paola


I componenti del gruppo si dovranno occupare di:
  1. reperire contatti di designer e stilisti in scuole/università, associazioni culturali, botteghe artigianali
  2. selezionare gli oggetti da esporre
  3. istand design
  4. creare gadget del progetto APOFENIA


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Sono stati inoltre decisi i tempi del pop up shop. In linea di massima si terrà dalle 17.30 alle 22.30 e avrà durata di un weekend.

sabato 22 marzo 2008

gioco cool ed apofenico

Ci vorrà un po' a caricare ma è un gioco troppo apofenico per non provarlo!!!
Buon divertimento!!

Synapsis


Un capolavoro stile punta e clicca, in cui verrete catapultati in un mondo surreale pieno di stranezze e misteri.
Un'avventura quasi perfetta, dotata di ottima grafica, suoni e fluidità di gioco, che in alcuni momenti potrà rivelarsi davvero frustrante. :-)
Introducendovi all'interno del cubo iniziale, uno strano corridoio vi darà l'accesso a 5 diverse stanze, ognuna con i suoi enigmi da risolvere per poter arrivare al rebus finale.

Come in ogni punta e clicca usate il MOUSE per interagire con l'ambiente e gli elementi di gioco.



martedì 18 marzo 2008

RESOCONTI MADE

Ma allora alla fine ki manca ke deve ancora dare i dati sul MADE?
Ragazzi, lo so ke stresso ma io ribadisco ke ci vuole una riunione perkè
1. dobbiamo mettere a posto questo progetto una volta per tutte
2. ci siamo troppo arenati su apofenia!!!

Proposte?!

domenica 16 marzo 2008

MADE

La comunicazione, come ormai è evidente in tutti i settori commerciali, è diventata un campo d’azione talmente vasto che non è più possibile racchiuderla o confinarla entro i limiti tradizionali del termine.
I mezzi utilizzati dalle aziende, a prescindere dal loro prodotto, sono eterogenei e toccano a volte livelli altissimi di estro creativo ed artistico. Questa è certamente una risposta all’attuale approccio del consumatore con il prodotto o l’azienda, orientato da una diversa consapevolezza, da una più vasta possibilità di scelta e da una maggiore criticità nel consumo e nella ricezione delle strategie di comunicazione.

Negli stand sono emerse a mio avviso alcune linee di tendenza, che esprimono da un lato la volontà da parte delle aziende di comunicare il messaggio puramente commerciale con una sempre maggiore delicatezza, dall’altro di creare con maggiore decisione un’immagine o un particolare mood legato all’azienza stessa.
Le principali linee sono:
-“Coccolare” e soddisfare fisicamente il visitatore con metodi ormai tradizionali : oltre al materiale informativo vengono offerti piccoli aperitivi, cioccolatini, musica, borse, gadgets, divanetti per riposare e rendere il percorso piacevole.
-Piacere estetico: il prodotto, che in sé non necessariamente comprende come elemento principale il valore estetico, avendo un preciso scopo funzionale (è il caso ad esempio di porte, finestre, scale etc..), viene contestualizzato. Intorno ad esso vengono ricreati ambienti ideali, contesti quali bar, locali, appartamenti, etc… studiati nei minimi dettagli in termini di illuminazione, eleganza, equilibrio e fascino, che accolgono il visitatore in un percorso sensoriale e di sicuro appagamento estetico. Al Made i contesti sono l’elemento nel quale ho visto esprimere i più vari ed impensabili sviluppi creativi.
-Definizione di valori: viene sottolineata dall’azienda la scelta di materiali ecologici, alternativi, sensibili alle tematiche ambientali e delle energie rinnovabili.
-Attenzione alla qualità, alla funzionalità, alla sicurezza e all’innovazione. Alcuni stand hanno posto l’accento sulle peculiarità del loro prodotto, fornendo al visitatore dimostrazioni, schede informative, spiegazioni dettagliate e accompagnandolo nel percorso conoscitivo del prodotto e dell’azienda.
Questi elementi (certamente ormai radicati nella consapevolezza degli esperti di comunicazione) talvolta si ritrovano compresenti nello stand, altre volte vengono selezionati singolarmente come punto di forza dell’azienda e messi in evidenza rispetto agli altri. Punto fermo è l’attenzione e il dialogo con il cliente.

In questo senso non mi sento di parlare di forme di comunicazione “non convenzionale” nemmeno di fronte alle invenzioni più creative e certamente fortemente attrattive che ho visto al Made, espresse anche negli stand dei prodotti più strettamente funzionali.

La coerenza tra quello che le aziende cercano di comunicare e gli stand lascia decisamente ampio spazio e libertà alle strategie comunicative scelte. Emerge comunque la volontà del Made di proporsi non solo come spazio espositivo, ma come un momento di incontro, di dialogo e di scambio finalizzato ad una reciproca conoscenza tra azienda e cliente, destinato ad un successivo approfondimento.

Location_Scout

Vi ricordate cos'ha detto Ranzani sul fatto ke a Torino non ci sia nessuna agenzia ke si occupi della ricerca di location (per girare un film, delle foto, etc...) ?
Mentre facevo un po' di ricerca per il compito di estetica mi sono casualmente (o apofenicamente?!) imbattuta in un'intervista con qualcuno ke si occupa di questa mansione di ricerca location...
Vi lascio qui il link...
Kissà ke qualcuno di voi non sia interessato davvero a portare questo mestiere anke a Torino!!! ;)

http://www.tvspot.it/speciale01.php

sabato 15 marzo 2008

Le tendenze del design, materiali e colori del Made Expo

Pensiamo alle porte, finestre, serramenti in genere, cosa evocano nella nostra mente?
Ci proteggono dal mondo esterno, garantendo intimità al “focolare domestico” e non solo; riferendoci in particolar modo ai portoni, rappresentano, o emulano uno status.
Non solo funzionalità, dunque anche l’estetica ha un ruolo fondamentale.
Ogni azienda tenta di soddisfare, o indurre nuovi bisogni “edonistici” nei consumatori a proprio modo; citiamo alcuni esempi:
Carminati serramenti il cui “leitmotiv” è la Tradizione espressa attraverso un design della linee semplici, dove vince la materia raramente rivestita, con una particolare attenzione ai dettagli e rievocazioni dell’arte povera. Con la lavorazione di diversi legnami quali rovere, pino, mogano e l’impiego di materiali quali l’alluminio, il bronzo ramato, i prodotti sono proposti al pubblico in multirovere sbiancato, rovere moro e colori che permettono la visibilità delle venature del legno.
Eterea di Pail serramenti uno stile minimale ma caldo grazie all’impiego di legnami pregiati. Questi serramenti hanno dettagli innovativi come profili e piccole maniglie squadrate con logo a vista in metallo satinato che non contrastano con i legni impiegati e dispongono di un sistema di illuminazione sotto-porta. I materiali utilizzati per realizzare questa linea il cui design innovativo è l’elemento preponderante, sono rovere, ciliegio, metalli satinati, bianco lucido e opaco.
Romagnoli: Porte “composte” da più elementi, legnami pregiati, inserti in vetro, inserti “graffiti” realizzati con particolari lavorazioni del legno, inserti in swarowski sovrapposti sulle superfici delle porte. Un design composito, “ricco”, vistoso, realizzato con materiali quali ciliegio, rovere, wengè , vetro, swarowski, e legnami lavorati; proposto in colori come marrone bruciato lucido, rovere sbiancato, moka lucido, smaltato oro, laccato nero.
Fra le aziende attente al fattore ambientale citiamo la linea Kommerling di Piva Group infissi specializzata in soluzioni in PVC, il cui maggiore componente è il sale.
La lavorazione del PVC determina una modesta emissione di polveri sottili, oltre ad essere ecocompatibile e altamente riciclabile consente un risparmio energetico grazie all’isolamento termico.
I materiali impiegati sono: PVC, PVC alluminio, acciaio, guarnizioni in EPDM, vetro float; e i colori proposti sono bianco; avorio, rovere, noce, verde petrolio, rosso basco. Kommerling serramenti realizza un design equilibrato con angoli smussati, linee morbide e arrotondate, serramenti raffinati e personalizzabili rispetto alle esigenze del cliente attraverso particolari decorazioni, dal classico al rustico.
Ghizzi e Benatti: Design semplice, ma allo stesso tempo ricco di dettagli raffinati.
Evocazione di “leggerezza”con uno stile definibile come un “vintage minimale”, nonostante le sovrapposizioni ad “S” di legnami lavorati come “zebrawood”, incisioni di linee di metallo satinato delicate, superfici composte dall’assemblamento di più “tasselli” identici fra loro espressione di una lavorazione importante.
I prodotti Ghizzi e Benfatti sono realizzati con materiali e colori quali rovere grafite, rovere sbiancato, rovere tinta wengè, olivo grafite, olivo light, rovere moka, laccato perla, vetro satinato bianco, frassino laccato a poro aperto bianco, laccati con colori pastello, mokassor naturale.
By Simona(ke faticaaa!!)

venerdì 14 marzo 2008

Risposte comunicazione MADE EXPO

  1. La tendenza più seguita dalle aziende per la comunicazione fieristica è quella di far vivere ai visitatori un'esperienza di tipo sensoriale: progettando gli stand come fossero delle case oppure come fossero dei locali/bar offrendo aperitivi, stuzzichini in parallelo ai classici gadgets (borse).
  2. Le aziende vogliono comunicare un messaggio di immagine per dare la sensazione che con il loro prodotto si può in un certo senso ricreare quell'immagine.
  3. Si, sostanzialmente i messaggi che le aziende cercano di proporre sono coerenti con la struttura degli stand.
  4. All'esterno dei padiglioni non ci sono forme di comunicazione non convanzionale, all'interno invece la forma di comunicazione più usata è quella dell'intrattenimento tramite aperitivi e stuzzichini.

Ciao!!
cerve:::

martedì 11 marzo 2008

com'è il ranzani?

ciao ragazzi,
siccome potrei rompere le acque da un momento all'altro e farlo in aula o in auto sarebbe davvero un po' un casino, ho deciso di non venire a lezione questa settimana...
sono però curiosa di sapere come procedono le nuove lezioni! come sono le ore del Ranzani?

baci
ele

annuncio di lavoro per ricercatori di tendenze

Ciao ragazzi, io al momento fino a Rimini non ci posso andare.... in bocca al lupo! Ele
ANNUNCI ON LINE by Moda Research - rif. AD381
ricerca:
RESPONSABILE RICERCA TENDENZE /MATERIALI E SVILUPPO PRODOTTO
Il/La candidato/a, che riporterà direttamente al Creative Director, collaborerà allo sviluppo delle collezioni attraverso l’attività di ricerca e fungerà da supporto allo stile nelle fasi di creazione e sviluppo dei modelli.
Aree di responsabilità:
Ricercare e proporre nuovi tessuti e accessori.
Ricercare e proporre tecniche innovative sia in ambito sartoriale (ricami) sia in ambito di trattamenti (lavaggi).
Supportare il Designer nella creazione e nello sviluppo dei modelli.
Collaborare con gli uffici prodotto affinché essi detengano le informazioni necessarie per lo sviluppo dei capi delle nuove collezioni relative al marchio di proprietà aziendale.
Competenze professionali e caratteristiche personali:
Esperienza pluriennale in ambito stile/prodotto in affermate aziende di abbigliamento di alta gamma, preferibilmente casual di alta gamma, sofisticato da città.
Capacità di lavorare trasversalmente in tutte le aree e tipologie: uomo, donna, accessori.
Approfondita conoscenza di tessuti, materiali e loro trattamento.
Sensibilità creativa e di interpretazione di input stilistici.
Buona capacità organizzativa.
Flessibilità.
Responsabilità e autonomia.
Orientamento al lavoro in team.
Disponibilità a viaggiare.
È preferibile la conoscenza della lingua inglese.
Sede di lavoro: Rimini
Se in possesso dei requisiti richiesti, potete inviare il vostro curriculum vitae a: risorseumane@interfashion.it oppure al fax 0541/706948, indicando in oggetto il rif. AD381
L’annuncio si rivolge a candidati di ambo i sessi (L. 903/77 e succ. mod.).Si prega di fornire specifica autorizzazione al trattamento dei dati personali ( D. Lgs. 196/2003)L’azienda contatterà direttamente per colloqui di selezione solo candidati in linea con i requisiti richiesti.
segnala questo annuncio

domenica 9 marzo 2008

MADE CONCETTI INFORMAZIONI ....

L’ OBIETTIVO DEL MADE

Affrontare l’intero processo edilizio dalla progettazione alla costruzione, dalla gestione e manutenzione sino alla demolizione dell’edificio. Gli spazi del nuovo quartiere fieristico di Milano assicurano la garanzia di completezza all’esposizione, che può esplorare nel dettaglio il più ampio orizzonte merceologico mai presentato in una manifestazione dedicata all’edilizia.
  • L’elemento innovativo di MADE Expo è, ancor più della dimensione, l’approccio progettuale.”
  • Il concept di MADE Expo è innovativo anche nell’approccio culturale.
  • Non limitarsi alla pur fondamentale innovazione di prodotto, ma favorire la contaminazione con la cultura e la ricerca.
  • MADE si propone sin d’ora come il laboratorio in cui associazioni, istituzioni, università animeranno il dibattito nella community del progetto e dell’industria.
  • L'obiettivo è di rendere questa funzione di maieutica dell’innovazione permanente, oltre i limiti temporali della settimana fieristica.
  • MADE infatti è pensato non solo come spazio espositivo ma si propone come laboratorio di idee con l’obiettivo di rappresentare un importante momento di dialogo e confronto tra i protagonisti del mondo del progetto, della produzione e delle istituzioni.

L'IDEA DEL MADE

La distribuzione del settore edile, come già sperimentato con successo in altri settori, si può organizzare secondo criteri moderni e più innovativi per ottenere vantaggi di breve e lungo periodo:

  • Trovare nuove soluzioni di servizi avanzati.
  • Fare attività di ricerca e sviluppo.
  • Stimolare nuovi rapporti coi fornitori e con tutti i produttori
  • Ottenere i vantaggi di un marchio unico ma flessibile
  • Raggiungere migliori risultati economici.Cosa più importante di tutte per il successo è: FOCUS SUL CLIENTE

LA COMUNICAZIONE:

Gli espositori di MADE EXPO hanno a disposizione numerosi strumenti di comunicazione .
Per amplificare la propria visibilità in rassegna ,possono contare sia sulla disponibilità dello staff DI MADE EXPO ad elaborare pacchetti di comunicazione ed operazioni speciali su misura,sia su strumenti di grande efficacia:


· Segnalazioni marchi e case rappresentate
· Presentazione novità e invenzioni online e nel catalogo “ Prodotti novità”
· Possibilità di pubblicità visiva e tabellare
· Catalogo
· Pianta visiva
· Possibilità di sponsorizzazione e collaborazione per Mostre E vento di grande impatto culturale e mediatico .
· Azione di coadvertising

LA MATRICE ESPOSITIVA DELLA MANIFESTAZIONE PREVEDE UNA SUDDIVISIONE PER AREE TEMATICHE:

All’interno delle quali si articolano singoli Saloni specialistici, riuniti nella innovativa formula di Federazione di Saloni.

Materiali e manufatti, strutture e sistemi costruttivi delle impermeabilizzazioni, dell'isolamento, della protezione, del risanamento e della chimica sono riunite nell’Area delle Strutture, dei Sistemi Costruttivi e dei Materiali.

L’Area delle Attrezzature, delle Tecnologie e delle Soluzioni per il Cantiere comprende invece macchine, impianti e attrezzature per cantieri e opere di ingegneria civile, strumenti di misura, prova e controllo, utensili, sicurezza per il cantiere e servizi di noleggio.

Il delicato tema delle energie rinnovabili e dei sistemi eco-compatibili è esemplificato nell’Area dell'Impiantistica e delle Energie Rinnovabili.

Sistemi di facciata e dei rivestimenti per esterni, serramenti, chiusure, protezioni solari e automazioni, vetro, coperture, colore, finitura per esterni e decorazione per interni, tecnologie, componenti, accessori e semilavorati per infissi e serramenti appartengono all’Area dell’Involucro edilizio.

L’Area dell'Architettura e delle Finiture d’Interni comprende invece partizioni e serramenti interni, pavimentazioni e rivestimenti interni, scale e ascensori, tende per interni

.Nell’Area del Progetto e dei servizi per la filiera delle costruzioni possono trovare spazio di visibilità gli studi di progettazione, il sistema bancario e assicurativo, le associazioni, i centri di formazione e gli enti che erogano servizi alle imprese.

L’Area delle Tecnologie informatiche per il Progetto e la Costruzione ospita sistemi di software e hardware.La visita delle aree è guidata dalla definizione di percorsi tematici che consentono di creare una pianta ideale e personalizzata.

Il visitatore si troverà quindi a leggere la matrice espositiva anche per percorsi: Costruire ecocompatibile e naturale, Recupero e restauro, Design in architettura, Risparmio energetico, Sicurezza e Protezione, Innovazione tecnologica.

made



Ciao apofenici,
invio queste immagini scattate al Made e che riassumono tre filoni individuati tra gli stands per quanto concerne il design delle porte:
-laccature in colori brillanti su superfici pulite
-inserti in vetro che alleggeriscono la figura della
porta magari illuminata
-porte scorrevoli a scomparsa di derivazione giapponese ma in vetro o comunque realizzate in materiali leggeri e trasparenti.

Sul tema ambientale , per quel che riguarda gli stands delle porte non ho notato molto.....

tanti baci
Ele


































I miei risultati sul made

Ragazzi e ragazze cool, ecco i miei risultati sul M.A.D.E.
purtroppo io ho curato solo la parte comunicativa, e a parte il fatto ke non ho neppure le domande, di quella sul design non avrei molti argomenti!!
Pubblicate anke voi i vostri risultati!!!

REPORT ON M.A.D.E

Questions:
SETTORE COMUNICAZIONE

1. Ci sono delle tendenze nella comunicazione fieristica?
2. Che cosa vogliono comunicare le aziende attraverso lo stand?

a. Messaggi commerciali
b. Messaggi istituzionali e di immagine

3. C’è coerenza tra quello che le aziende cercano di comunicare e gli stand?
4. Ci sono forme di comunicazione non convenzionale all’interno o all’esterno dei padiglioni?

In un’epoca consumistica come quella attuale, ormai il consumatore è troppo smaliziato e informato per cedere al semplice fascino del prodotto, ha bisogno di “vivere il prodotto”. Pertanto la fiera del M.A.D.E. ha intelligentemente costruito un percorso di emozioni e sensazioni prima che il consumatore abbia contatto diretto con il prodotto. In questo senso la nuova tendenza della comunicazione fieristica consiste nell’adattarsi non solo alla filosofia aziendale dei prodotti, ma ai bisogni percettivi del cliente.
Gli stand si trasformano quindi da semplici espositori a luoghi d’incontro di piacevoli sensazioni, dove oltre agli istituzionali messaggi commerciali si lanciano messaggi d’immagine; un’immagine uniforme in tutti gli stand di attenzione e “coccola” verso il cliente abituale e il potenziale. Tutto ciò coerentemente con l’immagine dell’azienda: la comunicazione fieristica non deve mai trascurare ciò che vuole comunicare l’azienda!
Le forme di comunicazione non convenzionale, ovvero che hanno presa sulle emozioni del cliente, si possono tradurre in diversi modi, sia all’interno che all’esterno dei padiglioni: in particolar modo si è scelto di “coccolare” il cliente rendendolo autonomo e libero di girare per gli stand, ma allo stesso tempo rendendolo partecipe con attenzioni particolari. Fin dall’arredamento esterno si è giocato con le sue sensazioni, grazie alle fontane e alle costruzioni futuristiche intorno alla costruzione che ospita gli stand; una volta dentro, con la presenza di sedie ed altri appoggi si è comunicata una sensazione di comodità (già suggerita dai cartelloni all’esterno) e con la presenza di fiori e piante una sensazione di eleganza; i distributori d’acqua, i cestini della spazzatura, i bar e i servizi igienici hanno invece comunicato la capacità di sopperire a qualsiasi bisogno del cliente. La maggior parte degli stand visitati promuoveva inoltre la sua immagine offrendo gadget, buffet, aperitivi, e fornendo spiegazioni riguardo ai prodotti, spesso attraverso televisori posti di fronte a comodi divani o sedie.
Alcuni esempi comunicativi:
Stand 2
SHNEIDER BEST WOOD: oltre all’incontro col prodotto ospitava un bar all’interno del proprio stand;
CDM DOLMEN: giocando sul nome dell’azienda, presenta una porta a forma di dolmen per favorire l’incontro col prodotto;
BM SISTEMI: si presenta come un bancone di un punto informativo, l’immagine comunicata è di chiarezza ed incontro diretto;
HP STAMPANTI: si fornisce una dimostrazione diretta al cliente delle qualità del prodotto stampando immagini complesse come le cartine geografiche;
FARESIN: presenta al cliente dei giganteschi macchinari all’interno dello stand e offre un gadget diverso dalla solita borsa, il cappellino;
VOLTECO: affascina il cliente con una cascata d’acqua imprigionata in una lastra di vetro e lo accattiva con un gadget utile, una borsa per trasportare computer portatili.
Stand 3
ETEREA: è l’unico stand che punta la maggior parte della comunicazione non convenzionale sulla musica (che oltre tutto è poco utilizzata come mezzo ammaliante dagli altri stand);
3 PORTE: gioca molto con le sensazioni e la curiosità del cliente, presentando un labirinto di porte colorate, nel quale il cliente si può avventurare, su pavimenti luminosi;
FBS: strizza l’occhio al cliente ricreando una situazione familiare, presentando uno stand simile ad una casa;
OIKOS: fa accomodare il suo cliente su morbidi e moderni cuscinetti e divanetti e li illumina con singolari lampadari;
AUDASSO: rifacendosi allo spot ironico dell’azienda “L’esperienza rende giovani” , gioca con il suo cliente facendo appello alla sua infanzia. Immagini di bambini, pavimento trasformato in campo d’erba su cui sosta un carretto di gelati che regala lecca-lecca, palloncini colorati, panchine e lampadari colorati, canzoncine per bambini. E ancora, labirinto tubolare di porte che conducono infine in una stanza ricca di giochi.

...ops..scusate il ritardo!!!

In data 03-03-2008, il gruppo "cool express" riunito in aula, dopo il necessario braindstorming,ha coniato finalmente il nome per questo progetto!!!!
Tutto nasce da:
  • taurinorum
  • torino barocca/barotta
  • crea e distruggi
  • prendi e porta via
  • creatorino
  • work in progress
  • apofenia

E vi domanderete..che cos'è l'apofenia?? La si può definire come associazione di cose che apparentmente non c' entrano, la propria percezione delle cose, secondo stadio della schizzofrenia acuta..

Apofenia: percezione del momento, nasce e muore...bolle di sapone per apofenia..

Il gruppo è rimasto folgorato da questo nome, anche se per un attimo è subentrato COOLEXPRESS, e per quanto ci piacesse abbiamo ragionato di nuovo sul concetto temporary e mai come in quel momento apofenia sposava a pieno tutta la nostra filosofia...

Direi che riaggiorno..voi tutti.. anche i più scettici...

Concept Designer&Stilisti: giovani, non conosciuti, scopo sociale, dare voce a chi non ne ha..

Non è una galleria ma uno spazio espositivo personalizzato, riciclo materiali per l' arredamento, location in disuso, è un pensiero racchiuso tra le mura, è cultura, la nostra identità, una nostra visione delle cose..

Selezione di capi e oggetti di design che mostrano una libertà e creatività nell' espressione, design underground, istant design, intrattenimento all' interno dello spazio, metodi di comunicazione non convenzionali..

Per ultimo, non sarebbe male ipotizzare un gemellaggio con la prossima capitale del design!!!Pensateci..

L' Avataneo ci conferma che è un progetto itinerante e rivendibile...

Quindi..iniziamo a concretizzare...

Ciack!!!

Apofenia..

Scena 1°....

sabato 8 marzo 2008

URGENTEEE!!
Compagni cool qui c'è necessità di aggiornarci!!!
Visto ke non abbiamo più fatto la riunione di venerdì, anke se non riusciamo a vederci direi che almeno è il caso di decidere per il compito della Monacelli: mi sono accorta ke lunedì è la data dell'ultima consegna!!! e io non so cosa voi avete deciso in merito...
Il compito del food è pronto, non so voi del beverage come siete messi e volevo sapere se mandarlo... invece per il made ke facciamo? !
Se riuscite a leggere il blog, volevo proporre al gruppo beverage di mandare la mail (fatemi sapere se siete d'accordo!), così kiediamo ancora un paio di giorni per mettere a posto il made, e magari se non riusciamo a vederci pubblichiamo le nostre risp sul blog e poi le mettiamo insieme e le spediamo...
Ke ne dite?

Ps. Auguri a tutte le donne!!!!

giovedì 6 marzo 2008

belli e brutti ke si fa domani??ci si vede?
fateme sapè!!
simona l'apofenica!!

martedì 4 marzo 2008

apofenia?

ciao a tutti!
ma questa apofenia ha a che fare con il nome del nostro progetto? ( ieri non ero presente al brainstorming, così ho pensato fosse venuto fuori qualcosa di apofenico...)

lunedì 3 marzo 2008

immagine apofenica




Essendo io un caso apofenico, come sostiene Simona, ho selezionato qualke immagine di un pittore ke amo molto, ke mi richiama l'apofenia...



definizioni APOFENIA

APOFENIA:
è una torsione attiva della prospettiva introdotta nel 2003 da William Gibson in "Pattern Recognition" (letteralmente "Il riconoscimento delle forme/ dei motivi/ delle trame/ dei modelli" ma tradotto in italiano col titolo "L'Accademia dei sogni"):cogliere o introdurre collegamenti e significati fra cose non correlate, stabilire connessioni laddove sembra che non vi sia che caso e caos.

Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica, Università La Sapienza, Roma:
Connessioni tra eventi oggettivamente non correlati sono molto frequenti nell'apofenia, specifica esperienza di un'abnorme significatività di fenomeni coincidenti, che è considerata il campanello d'allarme di una schizzofrenia agli esordi.

Esempi:



Number 23
Un thriller cupo, segnato da atmosfere grafiche e musicali acide, graffianti e ossessive.
Il regista Joel Schumacher ha già firmato film come Un giorno di ordinaria follia e 8mm – Delitto a luci rosse, dove ha portato sullo schermo il “lato oscuro” dell’uomo. Questo si rivela a partire da contesti apparentemente “ordinari” (simili a quelle che può vivere lo spettatore), per evolvere in situazioni che si rivelano potenzialmente sconvolgenti, la cui consapevolezza è anni luce distante dalla sensazione di “normalità” che avvolge la quotidianità.

In Number 23 il protagonista è portato ad assumere comportamenti clamorosamente devianti a seguito di un evento che fa parte del suo vissuto quotidiano, che in sé non mostra le stigmate di alcunché di straordinario, di topico.
Solamente lo sguardo retrospettivo rende consapevoli lui (e noi spettatori) di quanto quel singolo episodio costituisca il sassolino che fa deragliare la sua vita dai binari di un’esistenza di cui ritiene d’avere il controllo.

Veniamo alla trama: Walter Sparrow (interpretato da un ottimo Jim Carrey) è un accalappiacani, vive la propria vita sufficientemente soddisfatto, ha una famiglia costituita da sua moglie Agatha, di cui è innamorato, (la misurata e brava Virginia Madsen) da un figlio adolescente, Robin (l’attore Logan Lerman, a volte un po’ troppo scolastico nella propria recitazione).
A seguito di alcuni eventi minori (come si è detto, assolutamente ordinari presi singolarmente), Walter si trova tra le mani un libro scritto nei modi di un romanzo autobiografico. Il punto centrale del romanzo è l’ossessione del suo protagonista per il numero 23, che si esplica nell’interpretazione di tutti gli eventi dell’esistenza come legati a quel numero.

Fin dalle prime pagine, riferimenti ed episodi riferiti al protagonista del romanzo, un detective di nome Fingerling (interpretato sempre da Carrey), fanno si che Walter vi si veda rispecchiato e, mano a mano che procede con la lettura, vi si identifichi in un’oscura spirale morbosa, asfissiante. A peggiorare le cose è il fatto che Fingerling, ossessionato da questa forma di apofenia (termine che indica la tendenza a vedere senza motivo fatti e dati casuali come facenti parte di una trama ordinata, in relazione tra loro) arriva ad uccidere la propria amante Fabrizia (anche lei interpretata dalla Madsen) in un crescendo di perdita di controllo della propria vita e schiacciato dalla sensazione di un fato ineluttabile, rappresentato dall’enigma del numero 23, che tende a portarlo verso l’autodistruzione.

Un'idea visiva di Apofenia



Tratto da flikr
Apofenia
: the spontaneous perception of which connections exist and meaning that bind to phenomena without apparent relation.

Apofenia : la percezione spontanea di collegamenti tra cose non correlate.
- apofenia - è una torsione attiva della prospettiva introdotta nel 2003 da William Gibson in “Pattern Recognition” (letteralmente “Il riconoscimento delle forme / dei motivi / delle trame / dei modelli” - ma tradotto in italiano col titolo “L’accademia dei sogni”): cogliere o introdurre collegamenti e significati fra cose non correlate, stabilire connessioni laddove sembra che non vi sia che caso e caos.
tratto da L'Accademia dei sogni di William Gibson (2003):"Apofenia...
: ovvero la spontanea percezione di collegamenti e significati tra cose non correlate".

venerdì 29 febbraio 2008

Inspirational events...:-)

Ciao a tutti... per chi fosse interessato all'evento di sabato sera vi mando il link con indirizzo etc.....

http://www.inspirationalroom.com/inspirationalletter/index06.php?&VAR_action=2



giovedì 28 febbraio 2008

GIOCO COOL

Shift - Il gioco in Bianco e Nero


Shift è il nome del gioco, e Shift è il comando necessario per permettervi di aggirare gli ostacoli e raggiungere la via di accesso al livello successivo.
Scopo del gioco è infatti quello di raggiungere la porta d'uscita di ogni quadro e, per farlo, dovrete raccogliere le chiavi sparse per il livello in modo da posizionare correttamente le varie piattaforme, ma ancor più dovrete studiare una corretta strategia d'avanzamento, scegliendo di volta in volta se procedere in versione 'white' o 'black'.

Per giocare usate le FRECCE direzionali per muovervi, la SPACEBAR per saltare, e lo SHIFT per parssare dal percorso bianco a quello nero capovolgendo completamente il quadro di gioco.



mercoledì 27 febbraio 2008

..Brava che sono!!!se non fosse per me..tutta concetti!!

La parola è composta da due termini opposti:
TEMPORARY si lega ad un concetto di temporaneo, precario, passeggero.
SHOP sta per negozio designa uno spazio stabile.
Uno spazio, quindi che possiede alcune caratteristiche formali e progettuali dei negozi però con la particolarità che dura solo per un certo periodo di tempo e poi viene disfatto..
OBIETTIVI :
Vendere prodotti di consumo;
Promuovere e spingere il consumatore all’ acquisto, grazie alle giuste strategie di comunicazione per dare un valore aggiunto alla merce esposta.
Ecco i Temporary Shop nati oltre che per vendere, per sorprendere, suscitare sensazioni e attirare un nuovo pubblico verso i marchi di moda e non solo.

Punti vendita inusuali, senza insegne e a tempo limitato.

Tutto parte con i Guerrilla store di Comme des Garcon, che nel 2004 ha aperto a Berlino un Temporary nei locali che ospitavano una libreria; con arredamento essenziale e conservazione
delle vecchie insegne.
Lo Yo-Vi (young village di coin), Milano debuttò nel maggio 2007 ed ha chiuso i battenti lo scorso 31 dicembre: marchi giovani, di tendenza e spazi per concerti e manifestazioni.
Bstripe, inaugurato in vita da novembre a dicembre2007.
Oltre all’acquisto di capi era possibile la rottamazione di vecchie felpe,
ottenendo il 20% di sconto sui nuovi acquisti.
Spazio Tokyo, sempre Milano, dove si può trovare il meglio del made in japan.
Mandarina nel 2003 , Borne a Barcellona che esprimeva già questo concetto.


Quindi il problema non è più trovare il capo…ma il Temporary Shop !

Detto anche Pop-up Store, che appare e scompare, come abbiamo letto ormai vanno di gran moda e solitamente vengono aperti in luoghi rappresentativi (zone esclusive alla moda, gallerie d’arte) per creare una sorta di evento e poi scomparire.E’ una strategia del marketing che annulla il pensiero classico e tradizionale del negoziante di fiducia.
Spersonalizzazione dei centri commerciali, non si fa in tempo a concepire che lo spazio sta già mutando.
Alcuni presentano il countdown in vetrina.
La curiosità del consumatore è indotta dalla limitatezza.
Lo Spazio è fondamentale per la riuscita del negozio.


Il caso “nivea”…

Ecco la testimonianza di chi passeggiando per le vie di Milano si è imbattuto in un Temporary Shop.
Un punto vendita fisico di un noto brand , che nasce sicuramente come iniziativa di marketing, siamo abituati a vedere campagne di adversiting della durata di pochi mesi o pochi giorni, aventi lo scopo di promuovere il lancio di un determinato prodotto o di aumentare la visibilità di un brand in momenti caldi del mercato, ora questo si applica ad un punto vendita fisico.
In vetrina il quadrante riportante la scritta: “siamo aperti ancora per 8 giorni..”
Curiosando dentro … il negozio oltre alla prova gratuita di prodotti appena lanciati sul mercato, propone una serie di servizi come taglio dei capelli, sedute, massaggi e … soprattutto aperitivi serali !!

Anche Breil punta sul temporary a Milano

Dopo Levi's e Young Village, anche BREIL sceglie la formula del temporary store per presentare la sua nuova boutique di Corso Vittorio Emanuele a Milano.
Lo stratagemma dell'apertura temporanea consentirà all'azienda di affinare, nel frattempo, il nuovo concept store il cui lancio è previsto nel 2008: prime anticipazioni si avranno dal prossimo sabato.
All'interno del pdv, i clienti troveranno diverse ambientazioni: la zona vendita sarà concentrata su tre isole con spazi relax, per una modalità di vendita più intima, due postazioni Internet permetteranno ai clienti di visitare il sito dell'azienda, un sistema di luci e faretti illuminerà tavoli e teche a parete, mentre tre preziose sculture realizzate in vetro di Murano illumineranno lo store.
La vetrina sarà resa completamente trasparente e senza barriere per dare massima visibilità rendendo, in questo modo, immediato il contatto con il pubblico.

Lo speed-shopping conquista il mondo con i temporary store .

Un modello di consumo ad alta velocità accompagna una civiltà urbana frenetica e dai minuti contati. Perso l'ultimo barlume di "slow-shopping" la lancetta tiranneggia anche le più tradizionali usanze di acquisto conviviale e perdi-tempo, basate sull'equivalenza fondamentale: acquisto=relax. Brutalmente soppiantato dagli acquisti online in risicate pause pranzo e dal così detto "temporary store", il negozio evento che appare e scompare, il consumismo "da passeggiata" diventa un lusso per pochi spreca-tempo. Lo spazio, naturalmente, riveste un ruolo fondamentale nel successo del negozio a tempo. In questo concept lo spazio utilizzato deve essere altamente caratteristico, perchè è il packaging (la confezione) e il negozio E' il prodotto. Così i temporary shop vengono aperti in gallerie d'arte, spazi abbandonati, in centri commerciali fortemente caratterizzati. Salvo poi prendere in considerazione l'ampia gamma di variazioni sul tema come ad esempio il Pop-Up store. Quest'ultima tipologia di negozio a tempo viene generalmente aperta all'improvviso senza annunciare nulla a nessuno contando solo sul tam tam sotterraneo (opportunamente indotto, ovvio). Secondo gli psicologi si innescherebbe un meccanismo di ansia per l'evento, propulsore di uno shopping "cieco" e frenetico per la caccia all'occasione, senza che in effetti ci sia un reale abbassamento dei prezzi, a volte addirittura alzati all‘ occorenza!

La cronostoria del negozio a scomparsa inizia nel 2003 in Gran Bretagna. Importato negli States questo modello di shopping occasionale ha avuto gran successo a New York, tanto che dal 14 al 17 gennaio, all'interno dell'evento Setting retail in motion, c'è stata una fiera completamente dedicata ai Pop-up store. In patria, invece, questo trend si è spostato sulla ristorazione: negli spazi di un ex birreria londinese, l'ultima moda festaiola è stata andare a cena in un locale che avrebbe chiuso subito dopo Natale. Il fenomeno è sbarcato di recente anche in Italia: a Milano, in occasione della settimana della moda, Lancôme ha aperto in via della Spiga un negozio temporaneo della durata di 2 settimane dove le clienti potevano provare gratuitamente il nuovo trattamento peeling. Levi's ha risposto aprendo all'improvviso e per pochi giorni, in corso Vittorio Emanuele, uno spazio di 250 metriquadri.

martedì 26 febbraio 2008

I giovedì del vino...alla FNAC

In una isterica "passeggiata" al centro commerciale "Le Gru" di Torino mi è successa una cosa inimmaginibale...ho riposato le membra e il cervello iperstimolato da luci, suoni, colori, svariate offerte, degustando vino nel negozio Fnac. Si tratta di una delle tante proposte di entertainment di Fnac, nota come "I giovedì del vino" il cui obiettivo dichiarato è insegnare ad apprezzare un vino attraverso le basi tecniche e la passionalità della degustazione.

Incontri destinati a neofiti e non, dove il Sommelier propone tre diverse tipologie di vino in degustazione "guidata" secondo un percorso di rieducazione sensoriale.

Personalmente...non mi è mai stato chiesto durante una degustazione quali erano le mie sensazioni, le mie passioni. Ho trovato interessante questa interazione e anomala...
Per i curiosi, il prossimo appuntamento sarà Giovedì 28 febbraio 18.30. La Partecipazione è gratuita, previa prenotazione presso il Punto Informazioni o via e-mail fnac.legru@fnac.it,
sino ad esaurimento posti.
Per ulteriori informazioni Francesca Armento Silvia Valmachino 011 5362605/611 fnac.legru@fnac.it
Ormai non me ne perdo uno!!
Simona Giuliani

domenica 24 febbraio 2008

LINK UTILI

Questo articolo è da leggere!! Potrebbe tornarci utile!! Cosa ne pensate?

http://domainbroker.wordpress.com/2008/01/28/purtroppo-vendo-vacant-shopcom/

Questo è il link dei contatti nel progetto Q3 di cui parla Milly... Non si sa mai...

http://www.maiden-art.com/About.htm

A parte ke questo sito è fatto proprio in maniera professionale, cmq questo è un altro contatto ke si può tenere in considerazione

http://www.musicarchitecture.it/main_ita.swf

STEP OPERATIVI

Grande Irene!
Hai ragione sul fatto ke dobbiamo porci degli step operativi, e i punti che elenchi sono importantissimi e giustissimi, però vorrei aggiungere un paio di cose..

Innanzitutto dobbiamo riuscire a far convergere il nostro tempo libero in almeno un giorno settimanale durante il quale riunirci, perkè è molto più facile comunicarci le idee e soprattutto discuterne anke dal vivo, soprattutto durante questa prima fase organizzativa del progetto..e i tuoi suggerimenti sullo spiegare le nostre idee in poche frasi riassuntive (prima ke nei dettagli) è sicuramente il modo migliore di muoversi..

Accolta l'idea di parlare del nome del progetto tutti insieme portando avanti le nostre proposte anke a livello grafico già lunedì: sbarelliamo un po' sulle diverse scelte e valuteremo la più efficace insieme...per il logo però c'è ancora tempo, per ora fermiamoci al nome.
Giustamente prima di definire ruoli all'interno del progetto bisogna occuparsi collettivamente dei contatti, perkè questa è la fase più complicata e ke porta via più tempo: lunedì parliamo bene di come organizzare questo file excel dove inserire un minimo d'indirizzario (anke io lo usavo a lavoro quando facevo le proposte teatrali, ed è molto utile se ben impostato).

Tra l'altro conosco di persona un deejay di radio flash (ke lunedì mi saluterà in radio!!) ke può fungere da opinion leader per promuoverci!

Quindi nei contatti cerchiamo di considerare anke strade ke ci sono già vicine, come la Boschis (come ha suggerito Milly) e le informazioni dell'Informagiovani.
Poi prima di partire con i nostri volantini, depliant ke dir si voglia, illustrativi, importantissima la stesura del progetto!! L'Avataneo ci ha spiegato che nella stesura (che in ogni caso dobbiamo sottoporre al Comune) dobbiamo esplicitare quali saranno le nostre fasi operative, e da lì si ricaveranno i ruoli da ricoprire e finalmente ci daremo un ruolo. E poi,dopo ke si accerta la partenza del progetto, si partirà con la campagna per ki si occupa di comunicazione e la selezione per i creativi.

Però c'è un punto ke non mi è ancora kiaro: lo spazio!! Dovremmo parlarne perkè io ad esempio son dell'idea di consultare il Comune una volta steso il progetto e farcelo proporre direttamente, anke perkè riskiamo di considerarne uno ke poi non ci passano...

sabato 23 febbraio 2008

http://lnx.ylda.org/sito/article.php3?id_article=207

CIAO !! in questo link è presente il mio POP UN SHOP :" Q3 " il primo evento che è stato creato a torino!!!!

venerdì 22 febbraio 2008

http://www.comune.torino.it/infogio/idee/archivio2007.htm

Ragazzi dovete guardare sto link ,è molto interessante perchè l'altro anno c'è stata l'iniziativa GIOVANI E IDEE che ha permesso di realizzare progetti di giovani ad esempio il Q3(piattaforma per stilisti....). E questo anno verrà riproposta..e calzerebbe a pennello per noi!!!
(...Risultati del mio sbarellamento di oggi...)
Bene, direi che ci siamo fatti tutti un’idea su cosa sia e come funzioni un temporary shop.

A questo punto forse dobbiamo individuare una serie di step operativi, per portare avanti il nostro progetto, al di là della divisione dei compiti o delle ricerche teoriche di ciascuno.

Secondo me i passi fondamentali sono:

1. Individuare i nostri interlocutori e come comunicare con loro
2. Decidere le linee guida di ogni aspetto del progetto. Allestimento, comunicazione, ricerca fondi, sponsor o quant’altro… ma nei dettagli.
3. Il nome è vero è fondamentale. Che ne dite di sbarellare tutti intorno a un tavolo (come dice Dalboni :-)) lunedì quando ci vediamo e proporre ciascuno una sua idea, per poi avere qualcosa su cui decidere? Io un nome l’ho pensato, e di sicuro anche voi…. Allora portiamo in tre parole le nostre idee e qualche immagine, così potremo, se riusciremo a selezionare il nome, iniziare almeno a pensare al nostro successivo guerrilla marketing, e a tutto ciò che è legato al logo e agli aspetti visivi del progetto.

Il punto 1 secondo me è fondamentale per i seguenti motivi:
- La comunicazione o anche solo la stesura del progetto non è fine a se stessa: si rivolgerà da un lato agli artisti emergenti cui vogliamo dare voce con il nostro progetto (e quindi dovremo scegliere una serie di azioni che ci permettano di entrare realmente a contatto con loro: ad esempio un “volantino”, che potrà essere on-line e cartaceo, descrittivo del nostro gruppo e del progetto che sia chiaro, immediatamente comunicativo, e che renda realmente possibile la conoscenza reciproca) dall’altro ai media, con i quali potremo comunicare grazie al nostro piccolo Ufficio stampa: e-mail e telefonate. Ma a chi????? Dobbiamo secondo me iniziare subito a creare un indirizzario, sia reperendo informazioni su internet, laddove è possibile, sia copiando ciò che ci interessa dai colophon dei giornali ai quali poi vorremo proporre la notizia. Questo sembra un lavoro da nulla, ma non è così scontato: se siete d’accordo ci possiamo accordare per portare avanti ciascuno nel suo piccolo la raccolta di indirizzi(mail e telefono), usando un file di excel comune che poi potremo unire (risparmiando così un bel po’ di fatica che secondo me non può ricadere su singoli).
La nostra notizia deve raggiungere i referenti giusti all’interno del cosmo di un giornale, quindi è utile prendere direttamente l’indirizzo del referente arte o cultura etc… scartando a priori gli altri.
- La stesura di un volantino (o come poi lo chiameremo) secondo me deve essere iniziata al più presto: dobbiamo pensare ai nostri interlocutori. Chi siamo, perché stiamo facendo questa operazione, qual è il nostro “status”, qual è la mission, come ci possono trovare, etc…. Se da un lato sviluppiamo l’idea nel complesso e nei dettagli, dall’altro dobbiamo anche preparare qualcosa di schematico e di rapida lettura che dia risposte a tutte le possibili domande. Le due cose sono comunque strettamente legate l’una all’altra.
- Avendo chiaro il concetto del temporary shop, cominciamo a buttare giù le nostre idee: abbiamo parlato del dove farlo (a prescindere che la cosa poi si realizzi o meno), dell’idea di allestirlo con materiali ready made (come faceva Duchamp….:-)!!!). Come pensiamo di mettere in atto tutto questo in senso concreto?

Per quanto riguarda il punto 2 vorrei dire il mio parere personale.
Secondo me il lavoro di ciascuno deve essere di pronto utilizzo per gli altri: se abbiamo un’idea o un’ispirazione riassumiamola in una o due frasi (o comunque in qualcosa di chiaro e conciso) e magari aggiungiamo un’immagine o qualsiasi altra cosa che la spieghi ulteriormente. Il rimando a un articolo è ancora più efficace se è stato prima spiegato con una semplice frase (parlo pensando alla mia esperienza in ufficio stampa…). Altrimenti riuscire a confrontare le ricerche di tutti diventa a mio avviso un lavoro lunghissimo, e perdiamo di vista il filo conduttore.
http://marketingarena.it/2008/02/21/i-temporary-shop/
link da visitare e si possono lasciare commenti..
Shopping a scomparsa

(DIVERSI TIPI DI TEMPORARY STORE E LE STRATEGIE DI COMUNICAZIONE!!)

Negozi a tempo determinato, che spuntano dal nulla e chiudono in un mese. Poi traslocano in un'altra città. È la moda del pop up retail

È un qualsiasi pomeriggio di lavoro al computer, quando arriva un'e-mail che invita all'esclusiva inaugurazione di un negozio. L'indirizzo, però, porta a un magazzino in disuso e l'invito specifica che il negozio resterà aperto per due sole settimane. Oltretutto, per entrare, serve la parola d'ordine scritta sull'invito. Lo chiamano "pop up retail", "vacant shopping" o "temporary store" ed è il negozio che spunta all'improvviso dal nulla e rimane aperto a tempo determinato. L'idea è nata nella SoHo dell'insaziabile New York, quando il pubblicitario Russel Miller ha aperto il primo negozio temporaneo allestito in un loft abbandonato di 400 metri quadrati, montato e smontato nell'arco di un mese. Esauriti i prodotti, non ha perso tempo e ha riaperto in un'altra città. Il bello di un pop up retail è nella particolarità dell'evento e soprattutto nella merce in vendita. Vere esclusive da fashion addicted, pezzi unici, edizioni limitate, collezioni di designer e artisti. Come è accaduto per la Reebok, che per una vendita temporanea a Los Angeles, ha creato una collezione firmata dalle eclettiche personalità del gotha del rap, collezione in cui figuravano le Reebok Miami Vice, sneakers-tributo all'omonima serie-Tv cult anni '80 con Don Johnson. Laboratori di nuove tendenze, vetrine per stilisti emergenti, i temporary shop hanno contagiato il mondo e i brand ne hanno approfittato per far parlare di sé. Così la lista di chi ci prova è di giorno in giorno sempre più fitta. Comme des Garçons ha messo in atto una vera tournée, con Guerrilla Stores che sbucano all'improvviso preannunciati all'ultimo minuto da inviti-lampo. E mentre il marchio Target apriva un negozio pop up galleggiante sul fiume Hudson, la compagnia aerea Song allestiva uno spazio mensile a SoHo, in cui i clienti diventavano passeggeri, ritrovandosi seduti su poltrone aeree. Chi era fortunato si vedeva anche servire il vassoio del pranzo. Sempre a New York, il sito d'aste virtuale eBay ha allestito una casa a Downtown Manhattan, in cui ogni stanza prendeva il nome dal designer che l'aveva arredata e ogni pezzo di mobilio era stato messo in vendita. La spagnola Camper ha lanciato un temporary store nella Notting Hill londinese, in cui chi entrava pagava pegno: scrivere qualcosa sul muro. Levi's è sbucato un mattino dello scorso autunno in corso Vittorio Emanuele a Milano con il primo pop up store italiano, un incredibile spazio di 250 metri quadrati. La strategica Apple portava il suo credo dove la voce di Mac ancora non era arrivata, aprendo 10 Mini Stores nei piccoli centri, per far conoscere il bianco della mela ai profani. La Weber Grill, specializzata nella vendita di barbecue, ha preso invece i suoi clienti per la gola, improvvisando per una settimana grigliate urbane sui marciapiedi di Chicago. La Illy Caffè, da parte sua, ha organizzato, nella Galleria Illy a New York, un corso per preparare il vero caffè italiano. Iniziativa molto apprezzata, soprattutto dagli italiani in loco. Come ogni tendenza che si rispetti, anche questa ha i suoi estremi: il pop up su quattro ruote. Brasiliani e californiani antepongono il fisico scultoreo al resto: così Rio si specializza in fitness à porter organizzando spinning nel pullman Busbike, per lanciare una nuova linea di intimo da palestra, mentre in California si viziano con il camper Spa, che offrirà trattamenti beauty per tutta la stagione. Il più tipico degli autobus inglesi su due livelli, a Londra, si tinge di un modaiolo viola e rinasce Fashion Bus, portando le collezioni di 40 neo-stilisti in giro per Piccadilly. E infine, ancora a New York, per il guardaroba femminile c'è un divertente Shopping Caravan, mentre J.Crew, marchio maschile casual, gira sulla 4x4 Land Rover. Al largo di superaccessoriati camper e smisurati loft, l'iniziativa più lodevole, però, è a Milano e si accontenta di un'Ape Piaggio. È l'Ape Malandra ("vagabonda"), che vende vestiti per bambini, cuciti nel carcere di San Vittore e venduti per beneficenza in favore dei figli delle detenute.

Future concept lab..Nuovo libro Morace...

L a scorsa settimana mi sono iscritta alla new setter del future concept lab e guardate qua..
Se vi interessa fatelo anche voi!!!
Alessia Campana,Siamo lieti di invitarla all'evento di presentazione del nuovo saggio di Francesco Morace: "Il Senso dell'Italia. Istruzioni per il terzo miracolo italiano". Martedì 4 marzo alle ore 18,30 presso il Salone d'Onore della Triennale di Milano (Viale Alemagna 6) verrà lanciato un confronto più ampio sulle riflessioni proposte dal libro che auspica una rinnovata centralità della 'vocazione estetica' italiana, privilegiando il modello produttivo e culturale che ha saputo creare nei secoli, dal Rinascimento in poi: "Il senso dell'Italia". A fianco di Francesco Morace parteciperanno: Paolo Anselmi è GFK Eurisko; Andrea Branzi - Politecnico di Milano; Luca de Biase - Sole 24 Ore; Giovanni Lanzone - Domus Academy.Edito da Libri Scheiwiller per la collana Idee diretta da Salvatore Carruba, "Il Senso dell'Italia" è disponibile in libreria a partire dal 22 febbraio 2008, data a partire dalla quale sarà possibile scaricarne, settimanalmente, alcuni capitoli direttamente dal nostro sito: www.futureconceptlab.com/htm/activity/books/sense.htmRingraziandola per l'attenzione, la invitiamo a visitare il blog di Francesco Morace http://francescomorace.nova100.ilsole24ore.com/ che in data odierna dedica un post ai temi e alla sfida del libro.

negozio pop up a Parigi


ciao a tutti!
questo è l'unico negozio pop up che ho visitato di persona, era nel quartiere di Le Marais a Parigi, lo ripetono tutti gli anni con espositori diversi, ognuno ha il suo angolo espositivo aperto 7 giorni su 7 dalle 12 alle 20. Hanno poi fatto un volantino cumulativo dove ogni artista cita il proprio sito .vengono recrutati tramite, per es, il sito qui sotto. Chissà se c'è qualcosa di simile anche in Italia...

giovedì 21 febbraio 2008

negozio pop up mobile...

Ciao a tutti!
Pensavo ,leggendo gli articoli che spero di incollare su questo blog, che sarebbe carino se il Comune di Torino ci affittasse un tram vecchio per il nostro negozio ambulante...

pop up stores

Questo nuovo trend affaristico e modaiolo è nato nel 2003 in Gran Bretagna ma si è diffuso soprattutto nella Grande Mela. Tanto che dal 14 al 17 gennaio, all'interno dell'evento Setting retail in motion, si è tenuta una fiera completamente dedicata ai Pop-up store. In patria, invece, questo trend si è spostato sulla ristorazione: negli spazi di un ex birreria londinese, l'ultima moda festaiola è stata andare a cena in un locale che avrebbe chiuso subito dopo Natale. Il fenomeno è sbarcato di recente anche in Italia: a Milano, in occasione della settimana della moda, Lancôme ha aperto in via della Spiga un negozio temporaneo dove le clienti potevano provare gratuitamente il nuovo trattamento peeling. Testimonial, l'avvenente Ines Sastre. Durata del negozio, due settimane. Con tanto di countdown a scandire ore, minuti e secondi che mancavano alla chiusura.Levi's ha risposto aprendo all'improvviso e per pochi giorni, in corso Vittorio Emanuelem, uno spazio di 250 metri quadrati.
Capita così che L'Oreal apra dei negozi per sole 5 settiane in zone di villeggiatura alla moda o che a Treviso ci sia Loft, un temporary di abbigliamento fashion. Che un punto vendita di Target apra per un mese e mezzo nel Rockfeller Center per poi chiudere e rispuntare su un battello nel bel mezzo del fiume Hudson (a NY). O ancora che Nike apra dei negozi in giro per Tokio che durino solo un paio di mesi e la compagnia aerea Song apra per sole 9 settimane a SoHo (sempre NY) un negozio in cui, fra le altre cose (gadget, menù, ecc..) si vendono anche biglietti aerei.
E naturalmente cominciano ad esserci le sottocategorizzazioni: i pop-up shop. Quelli aperti all'improvviso senza annunciare nulla a nessuno e che contano solo sul tam tam sotterraneo (opportunamente innescato, ovvio).
Tutti i giorni vendita stock delle migliori collezioni moda
Dopo il grande successo delle precedenti vendite stock, riapre il Loft nel suggestivo spazio-esposizioni del GateO1. Anche a Treviso fa la sua comparsa il temporary shop, un negozio aperto solo per brevi periodi di tempo, concepito come un evento, e destinato a lasciare il segno. Anzi una firma… In vendita ci sono i nuovi assortimenti con le migliori collezioni autunno/inverno 05/06 uomo, donna e accessori. Troverete una vasta scelta dei veri marchi della moda offerti con un eccezionale sconto dal 50% al 70% sul prezzo originale. Venite a scoprire le meravigliose prime linee degli stilisti italiani, francesi e americani, oltre gli articoli delle migliori griffe dell’abbigliamento casual, sportswear e chic, le borse e le scarpe. Questa è un’occasione da cogliere al volo, assolutamente prima di Natale.Orario:dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20Chiuso domenica mattina e lunedì mattinaLOFT c/o GATE01Via Terraglio 29(sotto il cavalcavia della ferrovia)TrevisoInfoline: 348 822 7975
Alcuni esempi?
Nel 2005 Lancôme ha affidato ad un “negozio a tempo" (a Milano) il lancio del nuovo trattamento peeling in Italia. Così, per la durata di dodici giorni le clienti hanno potuto essere istruite, presso l'Espace Lancôme Peeling Experience, sul nuovo trattamento del brand. Nessun obiettivo di vendita per questo pop-up store, ma solo l'intenzione di avvicinare le clienti al nuovo trattamento tramite la consulenza di un team specializzato. Esaurita la funzione “didattica” del negozio, è iniziata poi la vendita vera e propria nei 1.750 punti vendita in cui questo marchio è presente nel nostro Paese.
Nel 2006 per pochi giorni un prestigioso negozio di Milano è stato trasformato in un pop-up store preper sentare le “Individual Recycled Freeway Bags” di Freitag.
Sempre nel 2006 a Milano, ma nel mese di marzo, Breil ha “messo in scena” una mostra temporanea della nuova collezione di gioielli “Steel Leaves”, con tanto di cocktail di inaugurazione e videoinstallazione interattiva.
Avanti creativi, avanti, ma qui c’è molto più che vendita o comunicazione: c’è il marketing (a 360°) di frontiera…
Gli elementi di successo di ogni Temporary store sono:- La durata limitata e stabilita senza scusanti- Le location con elevato passaggio- Offrire la sensazione di un eventoDa qui in poi le possibilità sono illimitate. Alcuni (come Reebok a L.A. e Gas a Berlino) vendono prodotti unici, altri servono per ricordare ai consumatori i benefit dei propri prodotti -- come i bagni di Charmin (carta igienica del gruppo P&G) in Times Square. Altro esempio è il negozio pop-up di Nivea a Milano (sul trendy C.so Pta Ticinese) in cui hair stylist, visagista e barbiere offrono trattamenti gratuiti. L’atmosfera del negozio è calda ed accogliente ed al centro si trova sempre la scatola blu della crema più famosa al mondo. In vetrina il count-down digitale comunica ai passanti giorni, ore, minuti e secondi di apertura rimasti (vd foto).A Roma, in Via Condotti, Louis Vuitton ha mascherato simpaticamente l’esterno del suo negozio in ristrutturazione per richiamare l’attenzione sul temporary store che si trova in una traversa (vd foto). Illy Caffè e Weber Grill offrono assaggi di prodotto e Comme des Garçons ha organizzato una tournée di negozi pop-up che; in perfetto stile “guerrilla”, appaiono in città senza essere annunciati.Ricordate, è un evento, non un negozio. Perché funzioni, perché si noti, perché coinvolga i passanti fate in modo che il vostro temporary store sia in qualche modo straordinario.Per ispirarvi, tenete gli occhi aperti sul prossimo negozio pop-up. Ma non sbatteteli.Rischiereste di perderlo.
È un qualsiasi pomeriggio di lavoro al computer, quando arriva un'e-mail che invita all'esclusiva inaugurazione di un negozio. L'indirizzo, però, porta a un magazzino in disuso e l'invito specifica che il negozio resterà aperto per due sole settimane. Oltretutto, per entrare, serve la parola d'ordine scritta sull'invito. Lo chiamano "pop up retail", "vacant shopping" o "temporary store" ed è il negozio che spunta all'improvviso dal nulla e rimane aperto a tempo determinato. L'idea è nata nella SoHo dell'insaziabile New York, quando il pubblicitario Russel Miller ha aperto il primo negozio temporaneo allestito in un loft abbandonato di 400 metri quadrati, montato e smontato nell'arco di un mese. Esauriti i prodotti, non ha perso tempo e ha riaperto in un'altra città. Il bello di un pop up retail è nella particolarità dell'evento e soprattutto nella merce in vendita. Vere esclusive da fashion addicted, pezzi unici, edizioni limitate, collezioni di designer e artisti. Come è accaduto per la Reebok, che per una vendita temporanea a Los Angeles, ha creato una collezione firmata dalle eclettiche personalità del gotha del rap, collezione in cui figuravano le Reebok Miami Vice, sneakers-tributo all'omonima serie-Tv cult anni '80 con Don Johnson. Laboratori di nuove tendenze, vetrine per stilisti emergenti, i temporary shop hanno contagiato il mondo e i brand ne hanno approfittato per far parlare di sé. Così la lista di chi ci prova è di giorno in giorno sempre più fitta. Comme des Garçons ha messo in atto una vera tournée, con Guerrilla Stores che sbucano all'improvviso preannunciati all'ultimo minuto da inviti-lampo. E mentre il marchio Target apriva un negozio pop up galleggiante sul fiume Hudson, la compagnia aerea Song allestiva uno spazio mensile a SoHo, in cui i clienti diventavano passeggeri, ritrovandosi seduti su poltrone aeree. Chi era fortunato si vedeva anche servire il vassoio del pranzo. Sempre a New York, il sito d'aste virtuale eBay ha allestito una casa a Downtown Manhattan, in cui ogni stanza prendeva il nome dal designer che l'aveva arredata e ogni pezzo di mobilio era stato messo in vendita. La spagnola Camper ha lanciato un temporary store nella Notting Hill londinese, in cui chi entrava pagava pegno: scrivere qualcosa sul muro. Levi's è sbucato un mattino dello scorso autunno in corso Vittorio Emanuele a Milano con il primo pop up store italiano, un incredibile spazio di 250 metri quadrati. La strategica Apple portava il suo credo dove la voce di Mac ancora non era arrivata, aprendo 10 Mini Stores nei piccoli centri, per far conoscere il bianco della mela ai profani. La Weber Grill, specializzata nella vendita di barbecue, ha preso invece i suoi clienti per la gola, improvvisando per una settimana grigliate urbane sui marciapiedi di Chicago. La Illy Caffè, da parte sua, ha organizzato, nella Galleria Illy a New York, un corso per preparare il vero caffè italiano. Iniziativa molto apprezzata, soprattutto dagli italiani in loco. Come ogni tendenza che si rispetti, anche questa ha i suoi estremi: il pop up su quattro ruote. Brasiliani e californiani antepongono il fisico scultoreo al resto: così Rio si specializza in fitness à porter organizzando spinning nel pullman Busbike, per lanciare una nuova linea di intimo da palestra, mentre in California si viziano con il camper Spa, che offrirà trattamenti beauty per tutta la stagione. Il più tipico degli autobus inglesi su due livelli, a Londra, si tinge di un modaiolo viola e rinasce Fashion Bus, portando le collezioni di 40 neo-stilisti in giro per Piccadilly. E infine, ancora a New York, per il guardaroba femminile c'è un divertente Shopping Caravan, mentre J.Crew, marchio maschile casual, gira sulla 4x4 Land Rover. Al largo di superaccessoriati camper e smisurati loft, l'iniziativa più lodevole, però, è a Milano e si accontenta di un'Ape Piaggio. È l'Ape Malandra ("vagabonda"), che vende vestiti per bambini, cuciti nel carcere di San Vittore e venduti per beneficenza in favore dei figli delle detenute.
La formula del "monta-smonta", del resto, mentre dà più visibilità e abbassa i costi di entrata in un mercato, permette di girare più città e di sperimentare il raffronto con diversi target. È ciò che hanno pensato i gestori del primo ristorante pop-up, il Ghetto Gourmet, con due cuochi, dodici commensali, cinque portate e un conto che naviga intorno ai quaranta euro. Indirizzo: Europa. Stesso ragionamento valga per l´esordio dei primi pop-up hotel, che vanno dall´Hotel Movil, albergo-tir con due piani, otto ruote e 11 stanze, al Nikki Beach Sea, nave-hotel dai lussi (e dai costi) supremi che dal 2009 ormeggerà in prossimità di grandi eventi (il Festival di Cannes, la Biennale di Venezia o l´America´s Cup). Boutique Camping e Camp Kerala, meravigliosi campeggi da mille e una notte, sono invece al seguito dei grandi concerti estivi. E per quanto riguarda la vita notturna, si è fatta notare l´iniziativa Cargo Experiment, una discoteca con una struttura composta da più containers comunicanti. Ma è dai tetti di Brooklyn che è arrivata l´idea più interessante: il cinema pop-up, caratterizzato da una programmazione cult e da economici biglietti a sottoscrizione. Un successo che si è materializzato con cine-eventi di vario genere, dall´arena al più vintage dei drive-in. La Rooftop Films proietta pellicole in cima ai palazzi di ben 275 città sparse per il globo. Guerriglia Drive-In e MobMov (acronimo di Mobile Movie) sono i drive-in a sorpresa, improvvisati su facciate di edifici periferici. L´idea è di Bryan Kennedy, avveniristico 25-enne, e del suo team, che, prendendo spunto dai flashmob, ha esportato il format dell´evento in mezzo mondo: anche in Italia, a Roma e Milano.
A New York il primo ristorante "pop-up"
Resterà aperto solo due settimane
NEW YORK Un nuovo ristorante ha aperto i battenti a New York. E li chiuderà tra solo due settimane. Si tratta infatti di quello che viene definito un «pop-up», o un esercizio temporaneo, modello commerciale già ampliamente usato dai negozi ma fino ad oggi inesplorato dal settore della ristorazione. Il Bon Appetit Cafe, sponsorizzato dall’omonima rivista americana di cucina pubblicata da Condè Nast, è stato inaugurato il 25 dicembre nei locali dove prima sorgeva l’Hard Rock Cafè di New York e che saranno successivamente riconvertiti ad altro utilizzo. Gli interni sono opera del noto architetto e scenografo teatrale David Rockwell, che ha arredato altri ristoranti famosi di New York, da Nobu a Cafe Gray, e a Broadway ha disegnato le scenografie del musical Hairspray. Una squadra di chef d’eccezione, giunti da tutti gli Stati Uniti, è stata riunita per l’occasione è proporrà ai clienti menù appositamente preparati. Tra i cuochi-star ci sono Emeril Lagrasse, del Nola Restaurant di New Orleans, Michael Mina dell’omonimo ristorante di San Francisco e Govind Armstrong di Table 8 a Los Angeles.«È un occasione unica per i newyorchesi di provare chef che non hanno ristoranti a New York ma hanno una solida reputazione a livello nazionale» ha spiegato l’editore di Bon Appetit Paul Jowdy, aggiungendo: «Si tratta di un’esperienza irripetibile. Lo spazio temporaneo riflette perfettamente l’esperienza con cui si assapora il cibo. I clienti potranno assaggiare ottimo cibo in un ambiente moderno e minimalista che esisterà solo per un breve periodo di tempo». Il locale sarà aperto a pranzo mentre la sera sarà riservato a feste private, e già si mormora che molte celebrità abbiano prenotato. Visto il tempo limitato, i posti sono andati a ruba: il tre novembre Bon Appetit chiuderà per sempre, ma cercherà di fare in modo che la sua fama perduri a lungo.

mercoledì 20 febbraio 2008

cosa manca...

Come ha detto bene Dario dobbiamo considerare se inserire anche la parte relativa alla peer production, cmq domani dobbiamo consegnare solo il prospetto a Manuela, non sarà già il progetto completo, perciò possiamo anke riconsiderare la cosa... in ogni caso è vero: dobbiamo giocare molto sulla parola "novità" perkè nuova tendenza è novità e il temporary store è novità a Torino... inoltre io sottolinerei anke ke con questo progetto intendiamo dimostrare come la creatività torinese sia non solo dei famosi designer ma possa essere anke in forma underground, e avvicinare i creativi torinesi al mondo del lavoro unendo in un connubio esclusivo così creatività e realtà sociale...
Ps. ragazzi ho delle idee per il nome del progetto da discutere insieme parlando delle idee di tutti, come dice l'Avataneo, una cosa esiste solo se ha un nome. Cmq dobbiamo stabilire delle riunioni almeno una volta a settimana per raccogliere le idee e stendere il progetto da presentare. Spero lo leggiate in tempo!
Pps. Simo ho visto quel temporary store ke dicevi: voglio comprare una borsa!!! Cmq li ho contattati per sapere come funziona il retroscena.

peer production??

Sinteticamente l'Avataneo ci ha suggerrito fortemente di puntare sulla parola "novità" riferita al fatto che appunto le tecniche di comunicazione sono nuove (guerrilla) ma anche l'idea
di temporary store nel contesto torinese.
Per dare ancora più importanza alla parola "novità" ci consigliava di avvalersi della peer production e di sfruttare il blog anche da questo punto di vista, di far si che gli utenti che lo frequentano oltre ad avere informazioni su quanto noi proponiamo ci diano anche loro idee e consigli per realizzare in un modo migliore il nostro progetto.
Per PEERING come ha spiegato s'intende una forma di organizzazione orizzontale in cui nn c'è gerarchia e tutti possono partecipare spinti dall'interesse comune sfruttando quindi la creatività del collettivo.
Da decidere quindi se usare questa nuova filosofia...

cerve™

aggiungete ciò che manca, in base a quello che avete visto con l'Avataneo...

Corso: Esperto in analisi e ricerca di nuove tendenze
Cod.:C50-9-2008


Presentazione del progetto finale: Temporary Cool
“Incontro fra design, arte e moda.
un incontro passionale e fulmineo di tendenze suburbane,
che aspettano solo di essere “trafugate” e riportate alla luce” .

Come ricercatori di tendenze, vogliamo muoverci nella nostra città, approfittando del fermento attuale orientato al design e cercando di parteciparvi attivamente costituendo un comitato per la realizzazione del nostro progetto.
La nostra metodologia prevede:
- un’attenta analisi del territorio di Torino poiché vogliamo che questa idea si sposi pienamente con la città, cercando di rilevare le peculiarità originali ed utili che valorizzino il nostro progetto.
- Intendiamo chiedere al comune di Torino degli spazi, lasciati in disuso da poter affittare per la realizzazione del nostro temporary shop, ovvero: un "negozio temporaneo".
Si tratta di una nuova frontiera del Retail nel marketing moderno, è un negozio che occupa per un periodo di tempo predeterminato e limitato (si va da qualche mese a pochi giorni) uno spazio in zone altamente rappresentative. L'obiettivo dichiarato è quello di creare "l'evento" e di giocare sulla curiosità indotta dalla sua breve durata.
- Lo spazio, del nostro Temporary Cool naturalmente, riveste un ruolo fondamentale nel successo del negozio a “tempo determinato”. In questo concept lo spazio utilizzato deve essere altamente caratteristico, perchè è il packaging (la confezione) e il negozio è il prodotto, dunque intendiamo investire molte energie sulla comunicazione del nostro spazio espositivo.
- Intendiamo sfruttare il nostro blog mstasulcool.blogspot.com come piattaforma di interazione con i giovani creativi di Torino che vorranno partecipare all’evento.
La nostra idea, infatti, è quella di dare visibilità ai talenti nascosti della città attraverso il nostro shop, dove verranno esposte ed eventualmente vendute le “opere” da loro prodotte.
Oltre al blog, intendiamo creare un micro ufficio stama che si occupi della comunicazione dell’evento sui giornali, free press, attraverso news letters; e che eventualmente organizzi una conferenza sul lancio dell’idea, invitando autorità, studenti, personaggi di rilievo che potrebbero essere interessati al progetto.
- Essendo il nostro gruppo costituito da designers, stilisti ed esperti in comunicazione,
ci divideremo i campi d’azione:
gli stilisti si occuperanno della selezione dei “marchi” da esporre;
gli esperti in comunicazione, si preoccuperanno della comunicazione dell’evento non solo attraverso l’ufficio stampa, ma anche con tecniche di guerrilla marketing da realizzare su Torino.
I designers, oltre a selezionare eventuali prototipi di giovani designers intenzionati ad esporre, si dedicheranno, con la collaborazione degli esperti sulla comunicazione del retail, ad allestire lo shop, in modo da comunicare valori concordi con il progetto.
Per la nostra comunicazione, (guerrilla etc..) e per lasciare un ricordo del nostro evento temporaneo, intendiamo realizzare il merchandasing con il logo del progetto.


Nota Bene:mi raccomando va consegnato domani!!!!


simona giuliani

Esempi Temporanei


www.temporarylove.net è un esperimento molto interessante, dove ho anke acquistato una maglia(!), realizzato nella maggicaRoma l'anno scorso...dopo aprile, in un quartiere"altolocato"come trastevere, e dove i capi venduti erano di artisti veri e propri!!!

potrebbe essere un bel riferimento, guardatevi il sito ke è molto simpa!!

lunedì 18 febbraio 2008

Il trend delle borse in affitto


Perchè comprare un sogno quando lo puoi prendere in prestito?


MyLuxury.biz propone un servizio noleggio mirato al settore borse, per essere alla moda con i modelli più prestigiosi, tutti rigorosamente originali. Una serata unica o un invito da non perdere possono essere occasioni per desiderare qualcosa di più.
La vetrina di MyLuxury.biz propone un’ampia scelta di borse direttamente dalle ultime collezioni delle marche più prestigiose: Prada, Fendi, Gucci, Balenciaga, Dior. Con un semplice clic le borse desiderate saranno a disposizione del cliente e saranno inviate a casa in breve tempo.

....Essere o apparire? Essere povere squattrinate con la borsa comprata al mercato rionale o apparire come le stars di Hollywood con uno stipendio medio in formato borsetta che spenzola dal nostro avambraccio?
Nel caso scegliate la seconda, sappiate che scaduto il tempo del noleggio si torna per forza alla prima opzione, d’altronde, anche la zucca di Cenerentola a mezzanotte scompariva.