è una torsione attiva della prospettiva introdotta nel 2003 da William Gibson in "Pattern Recognition" (letteralmente "Il riconoscimento delle forme/ dei motivi/ delle trame/ dei modelli" ma tradotto in italiano col titolo "L'Accademia dei sogni"):cogliere o introdurre collegamenti e significati fra cose non correlate, stabilire connessioni laddove sembra che non vi sia che caso e caos.
Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica, Università La Sapienza, Roma:
Connessioni tra eventi oggettivamente non correlati sono molto frequenti nell'apofenia, specifica esperienza di un'abnorme significatività di fenomeni coincidenti, che è considerata il campanello d'allarme di una schizzofrenia agli esordi.
Esempi:

Number 23
Un thriller cupo, segnato da atmosfere grafiche e musicali acide, graffianti e ossessive.
Il regista Joel Schumacher ha già firmato film come Un giorno di ordinaria follia e 8mm – Delitto a luci rosse, dove ha portato sullo schermo il “lato oscuro” dell’uomo. Questo si rivela a partire da contesti apparentemente “ordinari” (simili a quelle che può vivere lo spettatore), per evolvere in situazioni che si rivelano potenzialmente sconvolgenti, la cui consapevolezza è anni luce distante dalla sensazione di “normalità” che avvolge la quotidianità.
In Number 23 il protagonista è portato ad assumere comportamenti clamorosamente devianti a seguito di un evento che fa parte del suo vissuto quotidiano, che in sé non mostra le stigmate di alcunché di straordinario, di topico.
Solamente lo sguardo retrospettivo rende consapevoli lui (e noi spettatori) di quanto quel singolo episodio costituisca il sassolino che fa deragliare la sua vita dai binari di un’esistenza di cui ritiene d’avere il controllo.
Veniamo alla trama: Walter Sparrow (interpretato da un ottimo Jim Carrey) è un accalappiacani, vive la propria vita sufficientemente soddisfatto, ha una famiglia costituita da sua moglie Agatha, di cui è innamorato, (la misurata e brava Virginia Madsen) da un figlio adolescente, Robin (l’attore Logan Lerman, a volte un po’ troppo scolastico nella propria recitazione).
A seguito di alcuni eventi minori (come si è detto, assolutamente ordinari presi singolarmente), Walter si trova tra le mani un libro scritto nei modi di un romanzo autobiografico. Il punto centrale del romanzo è l’ossessione del suo protagonista per il numero 23, che si esplica nell’interpretazione di tutti gli eventi dell’esistenza come legati a quel numero.
Fin dalle prime pagine, riferimenti ed episodi riferiti al protagonista del romanzo, un detective di nome Fingerling (interpretato sempre da Carrey), fanno si che Walter vi si veda rispecchiato e, mano a mano che procede con la lettura, vi si identifichi in un’oscura spirale morbosa, asfissiante. A peggiorare le cose è il fatto che Fingerling, ossessionato da questa forma di apofenia (termine che indica la tendenza a vedere senza motivo fatti e dati casuali come facenti parte di una trama ordinata, in relazione tra loro) arriva ad uccidere la propria amante Fabrizia (anche lei interpretata dalla Madsen) in un crescendo di perdita di controllo della propria vita e schiacciato dalla sensazione di un fato ineluttabile, rappresentato dall’enigma del numero 23, che tende a portarlo verso l’autodistruzione.
Nessun commento:
Posta un commento