giovedì 31 gennaio 2008



...DOMANDE....


- Cosa pensano gli internauti dei prodotti di lusso del settore “Food & Beverage”

- Come possiamo prevedere che si sviluppi il settore

- Quali mezzi di comunicazione possono essere più efficaci per promuovere questa tipologia di prodotti

Il blog dal quale ho tratto le informazioni è http://www.deluxeblog.it

Prima di tutto: quali sono alcune caratteristiche che sembrano contraddistinguere il cibo “di Lusso”?

- Cibi con una precisa storia o rintracciabilità geografica. E’ il caso dei vini D.O.C, D.O.C.G, o dei prodotti D.O.P*. Ad esempio: Tartufo d’Alba o di Toscana, caviale Beluga, (Il Beluga vive nell'area Caspic-Danubiana ed è lo storione più raro, perché non si riesce a pescarne più di 100 esemplari all'anno. Può arrivare ad una lunghezza di 4 metri ed oltre e ad un peso superiore ai 1000kg. Normalmente vengono pescati esemplari del peso di 40 fino 300 kg. dai quali si ricava circa il 15% di caviale. Il colore delle uova va da un grigio perla ad un grigio scuro. La grandezza dei suoi grani e la delicatezza della pelle, lo rendono inimitabile e visivamente molto diverso dagli altri caviali. Le uova possono arrivare a misurare fino a 2,5/3 mm. di diametro. Ha un sapore eccellente, morbido, cremoso e deciso. http://www.palatifini.eu ). Ma anche semplicemente prodotti italiani considerati un cult nei ristoranti di lusso statunitensi, così come le varietà di thè provenienti dall’Asia e il sushi dal Giappone.
- Prodotti “griffati”. Gli stilisti oltre a creare accessori e capi d’abbigliamento con la propria griffe, si sono rivolti anche al settore “Food & Beverage”. Ad esempio: l’esclusiva confezione di caviale Yves Saint Laurent; l’uovo di cioccolata nato dalla partnership traPininfarina e il re del cioccolato Guido Gobino; la linea Armani Dolci, con i suoi cioccolatini creati da maestri cioccolatai prodotti con cacao di alta qualità.
- Prodotti costosissimi. Chi conduce una vita di lusso non deve badare a spese, tantomeno per bere e mangiare. Anzi.. Alcuni esempi: la torta gelato più cara del mondo (25 mila dollari) ideata da Stephen Bruce, gestore del noto ristorante Serendipity 3 nell’Upper East Side di New York e la gioielleria di lusso Euphoria. Il risultato è davvero prezioso, sotto tutti i punti di vista, grazie all’impiego di alcune tra le più esotiche e costose varietà di cacao del pianeta e di 5 grammi d’oro commestibile da 23 carati.
- Cibi che diventano opere d’arte o di gioielleria. Torte, gelati, dessert e qualsiasi altro tipo di prodotto possono essere trasformati in oggetti di lusso con oro, gioielli, pietre preziose. Esempi: la torta “Diamanti: Miracolo della Natura”, dal Giappone (100 milioni di yen, circa 645 mila euro, ma che si pensa possa arrivare ad un prezzo di vendita di 1,2 milioni di euro), Il cioccolato di
DeLafée, praline coperte da foglie di oro edibile a 24 carati. Il gelato per 1000 dollari da Serendipity a New York, un Grand Opulence Sunda adagiato su un letto di sottili fogli d’oro commestibili (mediamente richiesto una volta al mese).
- Prodotti di lusso tradizionali che sembrano non tramontare mai: aragosta, caviale, tartufo, dessert, cioccolato.
- Mix delle categorie precedenti.



Alcune definizioni:

FUSION
Si muove nel pianeta-cibo un fenomeno che può essere avvicinato a ciò che è successo in campo linguistico, dove la lingua inglese americana può essere correlata alla cucina fusion, mentre gli idiomi locali o i dialetti sono il corrispondente del locale in cucina. Sembra acclarato che la fusion sia figlia legittima della globalizzazione perché conseguenza della libera circolazione delle merci, delle persone, dell'interdipendenza dei mercati, nonché delle conoscenze attraverso i mezzi di comunicazione più sofisticati. La cucina fusion è il risultato di chef che possono utilizzare materie prime e ingredienti di tutto il mondo, disponibili nei loro mercati domestici di approvvigionamento, essendo poi in grado di mettere a punto dei piatti con tecniche loro proprie, diverse da paese a paese. L'esempio più interessante arriva dall' Australia dove si sono affermati chef cinesi, giapponesi, etc. che elaborano ricette con le materie prime che sono reperibili nei mercati di Sidney, Melbourne, Adelaide, Perth. E ancora si tratta di fusion cuisine quando lo chef americano utilizza pane e sale delle Hawai, peperoncino messicano, aceto balsamico modenese, foie gras francese per mettere a punto un piatto, frutto della sua creatività.

TRACCIABILITA'
E' la capacità di ricostruire la storia di un alimento dal campo alla tavola, grazie a documentazioni sulle trasformazioni subite nella filiera produttiva, in modo da aumentare le garanzie per i consumatori sugli ingredienti presenti e sulla sicurezza del prodotto. I benefici consistono nella possibilità per le imprese di differenziarsi maggiormente sul mercato e di ritirare i prodotti dalla vendita con maggiore velocità in caso di emergenza.

LUOGHI DEL GUSTO
Aceto balsamico tradizionale di Modena o di Reggia Emilia, colatura di alici di Cetara, tartufo d’Alba o d’Acqualagna, culatello di Zibello, etc.: che l’Italia possieda un patrimonio di sapori è cosa riconosciuta. Meno risaputo è che questi giacimenti gastronomici siano, sempre più spesso, l’ingrediente base della crescita economica di molte aree depresse della penisola. Non più solo cibi da assaggiare, insomma, ma autentico motivo di richiamo per novelli viaggiatori del gusto, capaci di spingersi in territori dove nessuno si sarebbe mai spinto prima d’ora. Sotto questo punto di vista i cibi speciali italiani hanno le stesse valenze delle opere d’arte. Che il turismo del sapore sia nella piacevole fase di crescita lo mostrano i case history come il distretto del culatello (Zibello, Polesine Parmense, San Secondo, Sissa, Colorno), le Langhe, il Chianti, Montalcino etc. La Bibbia di questa tesi si trova nel volume di Davide Paolini I luoghi del gusto.


DOC (Denominazione di origine controllata)Riconoscimento di qualità attribuito a vini prodotti in zone limitate recanti il loro nome geografico. Di norma il nome del vitigno segue quello della Doc e la disciplina di produzione è rigida. Questi vini sono ammessi al consumo solo dopo accurate analisi chimiche e sensoriali.

DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita)Riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini di notorietà nazionale e internazionale. Questi vini vengono sottoposti a controlli più severi, devono essere commercializzati in recipienti inferiori a cinque litri e portare un contrassegno dello Stato che dia la garanzia dell'origine, della qualità e che consenta la numerazione delle bottiglie.

DOP (Denominazione di origine protetta)E' un riconoscimento concesso dall' Unione Europea ai prodotti agricoli ed alimentari le cui fasi del processo produttivo vengano realizzate in un ‘area geografica delimitata, in rispetto di un disciplinare produttivo. Queste caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente all'ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali e umani. ( www.gastronauta.it )

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