domenica 16 marzo 2008

MADE

La comunicazione, come ormai è evidente in tutti i settori commerciali, è diventata un campo d’azione talmente vasto che non è più possibile racchiuderla o confinarla entro i limiti tradizionali del termine.
I mezzi utilizzati dalle aziende, a prescindere dal loro prodotto, sono eterogenei e toccano a volte livelli altissimi di estro creativo ed artistico. Questa è certamente una risposta all’attuale approccio del consumatore con il prodotto o l’azienda, orientato da una diversa consapevolezza, da una più vasta possibilità di scelta e da una maggiore criticità nel consumo e nella ricezione delle strategie di comunicazione.

Negli stand sono emerse a mio avviso alcune linee di tendenza, che esprimono da un lato la volontà da parte delle aziende di comunicare il messaggio puramente commerciale con una sempre maggiore delicatezza, dall’altro di creare con maggiore decisione un’immagine o un particolare mood legato all’azienza stessa.
Le principali linee sono:
-“Coccolare” e soddisfare fisicamente il visitatore con metodi ormai tradizionali : oltre al materiale informativo vengono offerti piccoli aperitivi, cioccolatini, musica, borse, gadgets, divanetti per riposare e rendere il percorso piacevole.
-Piacere estetico: il prodotto, che in sé non necessariamente comprende come elemento principale il valore estetico, avendo un preciso scopo funzionale (è il caso ad esempio di porte, finestre, scale etc..), viene contestualizzato. Intorno ad esso vengono ricreati ambienti ideali, contesti quali bar, locali, appartamenti, etc… studiati nei minimi dettagli in termini di illuminazione, eleganza, equilibrio e fascino, che accolgono il visitatore in un percorso sensoriale e di sicuro appagamento estetico. Al Made i contesti sono l’elemento nel quale ho visto esprimere i più vari ed impensabili sviluppi creativi.
-Definizione di valori: viene sottolineata dall’azienda la scelta di materiali ecologici, alternativi, sensibili alle tematiche ambientali e delle energie rinnovabili.
-Attenzione alla qualità, alla funzionalità, alla sicurezza e all’innovazione. Alcuni stand hanno posto l’accento sulle peculiarità del loro prodotto, fornendo al visitatore dimostrazioni, schede informative, spiegazioni dettagliate e accompagnandolo nel percorso conoscitivo del prodotto e dell’azienda.
Questi elementi (certamente ormai radicati nella consapevolezza degli esperti di comunicazione) talvolta si ritrovano compresenti nello stand, altre volte vengono selezionati singolarmente come punto di forza dell’azienda e messi in evidenza rispetto agli altri. Punto fermo è l’attenzione e il dialogo con il cliente.

In questo senso non mi sento di parlare di forme di comunicazione “non convenzionale” nemmeno di fronte alle invenzioni più creative e certamente fortemente attrattive che ho visto al Made, espresse anche negli stand dei prodotti più strettamente funzionali.

La coerenza tra quello che le aziende cercano di comunicare e gli stand lascia decisamente ampio spazio e libertà alle strategie comunicative scelte. Emerge comunque la volontà del Made di proporsi non solo come spazio espositivo, ma come un momento di incontro, di dialogo e di scambio finalizzato ad una reciproca conoscenza tra azienda e cliente, destinato ad un successivo approfondimento.

1 commento:

cla ha detto...

bel lavoro!! Complimenti, ben fatto!! Cmq forse hai ragione sulla comunicazione non convenzionale...boh, è ke ci hanno spiegato ancora troppo poco e vorrei capire cosa s'intende davvero come ti avevo già detto...